Due persone e sette giorni!
Autore: Luana
DOMENICA
“ Non è possibile, mi prende in giro!” esclamò Buffy non appena scoprì
il motivo per cui Giles le aveva fatto visita
“ Mi dispiace, Buffy, ma sei la sola che mi può aiutare adesso!”
“ Non può chiedermi di tener Spike chiuso in casa MIA, in modo che lei
possa andare al suo stupido congresso!” gli rinfacciò lei, incrociando le
braccia.
“ Primo: NON è uno stupido congresso, è molto importante; secondo, è solo
per una settimana, puoi farcela e terzo… l’avrei chiesto a qualcun altro,
ma non è colpa mia se durante questo break universitario Oz è via con Willow
per un tour e Xander e Anya hanno deciso di seguirli. Inoltre, Joyce è via
per lavoro, quindi non è che la puoi mettere in pericolo tenendo qui un
vampiro, uno momentaneamente innocuo tra l‘altro…” si giustificò Giles,
pulendosi gli occhiali.
“ Chip o non chip, rimane sempre pericoloso! Ok Giles, ha vinto. Lo terrò
d’occhio mentre lei è via. Quando ha intenzione di portarlo qui da me?”
“ Beh,… ora! E’ già nella mia macchina! Sai, ormai è il tramonto e io
dovrei partire stasera…” spiegò lui.
“ Allora immagino che fosse sicuro che mi sarei arresa alla fine!” lo
rimproverò, guardandolo indispettita.
“ No Buffy, e solo che… io uh… confidavo nella… ehm… tua gran
generosità!” disse lui col più innocente dei sorrisi.
“ Beh, è meglio che vada a prenderlo!” commentò lui, recandosi alla
propria automobile, tirando fuori bruscamente dalla portiera Spike, con le
mani legate dietro la schiena e trascinandolo fino alla soglia
dell’ingresso.
“ Ora Buffy, dovresti invit..” ma prima di finir la frase, sotto gli occhi
stupiti dell’osservatore Spike aveva già fatto un passo in avanti, varcando
la soglia senza che nessuna barriera lo ostacolasse.
“…arlo ad entrare!” concluse la frase scombussolato.
“ Heylà Cacciatrice, sembra che per un po’ noi due saremo coinquilini!”
esclamò Spike con un mezzo sorriso. Lei stava per ribattere ma fu interrotta
da Giles.
“ Buffy, perché lui riesce ad entrare in casa tua così liberamente?”
“ Beh, lo sa.. si ricorda la nostra alleanza? Poi, quando mamma l’ha
invitato nella cucina e lui era ubriaco…” cercò di spiegare lei.
“ Mi ricordo perfettamente. La domanda è PER QUALE MOTIVO può * ancora*
entrare? Non dovevi togliergli l’invito?” la sgridò lui.
“ Uh.. me ne sono ..leggermente… scordata!” cercò di scusarsi lei.
“ O forse le piace l’idea che io possa venire qua ogni volta che voglio,
magari per farle compagnia di notte nella sua stanza…” commentò
sarcastico Spike, cercando di provocarla.
« Beh… Spike nella mia stanza… è passato così tanto tempo dall’ultima
volta che ho dormito con un ragazzo… Aspetta! Che diavolo sto pensando? Non
è un ragazzo, è Spike, bleah!! » pensò lei, cercando di spiegarsi perché
non aveva rimosso l’invito.
“ La sola cosa a cui puoi far compagnia è il mio paletto!” ribatté lei,
ma lui notò l’improvviso rossore sulle sue guance e sorrise.
“ Cerca di fare più attenzione la prossima volta!” l’avvisò Giles.
“ Ora dimmi dove lo devo mettere!” le domandò indicando Spike.
“ Beh, leghiamolo ad una sedia nel salotto, così posso controllarlo
ininterrottamente!” propose lei, aiutandolo a legarlo, mentre il biondo
borbottava il suo disappunto.
“ Bene, ora devo andare. Sarò di ritorno fra una settimana, fate i
bravi!” si raccomandò Giles.
“ Ci vediamo Osservatore, e cerca anche di divertirti un po’: non c è
solo il lavoro nella vita!” commentò Spike.
“ Arrivederci Giles!” lo salutò lei, chiudendo la porta , sorridendo per
l’azzeccata osservazione del biondo.
“ E così sembra che ora siamo rimasti soli…” osservò Spike con un
sorriso malizioso.
“ Chiudi il becco, Spike! Questa sarà la più lunga settimana della mia
vita!” esclamò lei, alzando gli occhi al cielo.
“ Già, perché invece io sono maledettamente felice di passare un’intera
settimana con te nei paraggi 24 ore su 24, senza contare che sono bloccato
qui, legato ad una schifosissima sedia!” ribatté lui.
“ Beh, ossigenato, lascia che ti ricordi una cosa: NON SEI IN VACANZA!”
“Sicuro, perché la casa della Cacciatrice è il miglior posto di
villeggiatura per un vampiro!” commentò lui con tono ironico.
“ In ogni caso, ho intenzione di renderti questa settimana il più
spiacevole possibile!” gli assicurò lei.
“ Reciproco, passerotto!”
“ E NON chiamarmi passerotto!” gli intimò lei, avvicinandosi alle scale.
“ Come desideri,… PASSEROTTO!” le rispose, enfatizzando il più
possibile quell’ultima parola.
Lei sbuffò esasperata, alzò gli occhi e corse su per le scale.
Vedendola entrare nella sua stanza, il vampiro ridacchiò tra sé.
« Accidenti, è così bella quando si arrabbia, ma chi prendo in giro? Lei è
sempre bella, in ogni umore, in ogni modo…»
Intanto nella sua stanza, Buffy per sfogarsi aveva iniziato a prendere a pugni
un cuscino, fingendo che fosse Spike.
« Grr! Non lo sopporto! E’ così irritante, seccante, arrogante, con la sua
stupida spiritosaggine, i suoi sorrisi sexy, il suo… Un momento! Ho davvero
appena detto ‘sexy’? C’è qualcosa che non va…»
Avrebbe preferito rimanere nella sua stanza, ma dopo poco più di un’ora,
un’insistente voce cominciò a chiamarla.
“ Caaaaccciaatrrrrrriiiccceeee!” canterellò lui diverse volte.
“ Che accidenti vuoi da me, Spike?” chiese lei, affacciandosi alla
ringhiera.
“ Beh, sono le venti e trenta, passerotto!” rispose lui.
“ E allora? Grazie per questo segnale orario aggiornato che nessuno ti aveva
chiesto!”
“ Non hai capito: venti e trenta significa cena!”
“Quindi, cosa ti aspetti che faccia?”, chiese lei, cominciando a scendere
le scale.
“ Attualmente, il tuo osservatore mi dava il sangue facendomelo bere da una
tazza, è così imbarazzante, spero solo che tu non ne abbia una con su
scritto ‘BACIA IL BIBLIOTECARIO ’ !” spiegò lui.
Buffy sorrise per quell’affermazione: poteva facilmente immaginarsi
l’intera scena.
“ Cosa ti fa pensare che io ti darò quello che vuoi?” chiese lei,
fermandosi a metà scalinata.
“ Beh, ho visto l’osservatore darti le borse col sangue prima
d’andarsene… e poi.. non puoi far morire di fame un povero vampiro con un
terribile chip nella testa!” cercò di impietosirla lui.
“ E perché no?” lo provocò lei.
“ Oh, andiamo! Smetti d’essere la bastarda che sei sempre con me!” urlò
lui.
“ Oh, così hai di sicuro vinto la tua cena!” lo informò lei, voltandosi
per risalire le scale.
“ No, aspetta.. voglio dire.. perché per una volta non puoi esser anche con
me la meravigliosa, generosa, gentile e dolce persona che ognuno continua a
dire che sei ?” cercò di correggersi subito lui.
“ Dagli insulti alle sviolinate, eh?” sorrise lei, riscendendo le scale.
“ Ti prego.” Fu il suo ultimo tentativo.
“ Ok, ok hai vinto!” si arrese lei, dirigendosi in cucina.
Prese una borsa e ne versò il contenuto in una tazza e la scaldò per un
po’ al microonde. Dopodiché tornò nel salotto con in mano la tazza.
La avvicinò alla bocca di Spike, ma dalla sua posizione non le riusciva molto
facile farlo bere.
Lui fu il primo ad accorgersene.
“ Salta su, passerotto!” esclamò lui, indicando il suo grembo con lo
sguardo.
Lei obbedì, guardandolo con aria interrogativa.
“ E’ solo perché credo che così sia più facile!” spiegò lui
sorridendo.
Lui aveva ragione, così le riusciva molto più facile inclinargli la tazza e
lui finalmente iniziò a bere.
Si divertiva a guardarlo e infatti appena dopo i primi sorsi non potè fare a
meno di sorridere e lui se ne accorse.
“ Che c’è ?” chiese, staccandosi momentaneamente dalla tazza.
“ Niente. Stavo solo pensando che è come dar da mangiare ad un bebè.. beh,
se io posso chiamare un Gran Cattivo Vampiro Maestro Uccisore di Due
Cacciatrici … bebè!” spiegò lei ed entrambi risero.
Poi lui riprese a bere, ma stavolta Buffy sembrò guardarlo con altri occhi,
ovviamente senza farsi scoprire da lui.
« Chi avrebbe mai immaginato che sedersi in braccio a lui fosse così…
bello?! Povera me, non so più quello che dico. Sono single da troppo tempo,
è solo questo!»
Non era certo l’unica a perdersi fra i suoi pensieri.
« Se solo non fossi così legato, potrei circondarla con un braccio e.. che
diavolo sto pensando? Non posso desiderare di COCCOLARE la Cacciatrice!!
Povero me, la sete di sangue deve avermi reso pazzo, è solo questo! »
Aveva finito di bere da parecchio tempo, ma nessuno dei due sembrò
accorgersene. Buffy fu la prima a notarlo e guardandolo ancora una volta,
senza capire cosa fosse successo, si alzò e andò nella sua stanza senza dire
una parola.
Uscì pochi minuti dopo, in tenuta da combattimento, tenendo un paletto fra le
mani.
“ Vado a far la ronda. Stai qui, ok? ” lo avvertì, spalancando la porta.
“ Come se me ne potessi andare via!” commentò lui prima che la chiudesse.
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“ Spike, che nottata! Ho polverizzato cinq..” esclamò Buffy, rientrando a
notte fonda, ma si azzittì prima di finir la frase, perché lo trovò
addormentato.
All’inizio le venne da ridere.
« Un vampiro che dorme di notte, c è qualcosa di più paradossale?»
Ma all’improvviso il sorriso svanì… era compassione ciò che stava
provando per lui.
« Ci credo che sta dormendo. Penso sia l’unico modo che ha per passare il
tempo da solo. Deve essere così noioso non fare niente tutto il tempo. Dovrei
fare qualcosa..» ma uno sbadiglio interruppe i suoi pensieri.
« In ogni caso, ci penserò domani » annotò mentalmente mentre andava nella
sua stanza a dormire.
LUNEDI’
Quando si alzò, Buffy trovò Spike ovviamente ancora addormentato e si ritrovò
ad osservarlo attentamente: sembrava così innocente in quel momento!
Combatté il forte impulso di passar una mano fra quei bei capelli ossigenati,
un po’ spettinati; quindi prese la sua decisone.
Si avvicinò e, stando attenta a non svegliarlo per nessun motivo, cominciò a
tagliare le varie corde e ad aprire i lucchetti delle sue catene.
Soddisfatta del suo lavoro, si allontanò per occuparsi delle solite faccende
quotidiane.
Al pomeriggio, si sistemò sul divano aprendo un libro di scuola, benché il
vero oggetto del suo interesse fosse un altro: non si sarebbe persa la faccia
di Spike per nessun motivo!
Non dovette aspettare molto.
Dopo nemmeno mezz’ora, Spike aprì gli occhi, sentendo dentro di sé una
gran voglia di stiracchiarsi, cosa che credeva impossibile.
Ma quando, quasi senza accorgersene, riuscì nell’impresa, guardò prima le
sue mani, poi i pezzi di corda e le catene ammucchiate sotto la sua sedia e
infine la bionda ragazza che sedeva a pochi centimetri da lui.
Lei nel suo sguardo poteva leggere un’immensa gratitudine che sembrava
celare allo stesso tempo anche una gran diffidenza.
“ Ok, passerotto, che c’è sotto?” domandò senza nemmeno provare ad
alzarsi.
“ Rilassati, non c’è niente sotto! E’ solo che così legato mi sembravi
un soprammobile, e io detesto i soprammobili! E poi, non penso sia divertente
starsene tutto il giorno immobili senza far niente…” spiegò lei, mentre
lui s’era già alzato, gironzolando per il salotto avanti e indietro per
sgranchirsi le gambe.
“ E comunque, non azzardarti a scappare! E non giocare scherzi o finisci
ancora su una sedia, legato, incatenato, ammanettato, imbavagliato e bendato,
ricevuto il messaggio?” chiarì la bionda.
“ Beh, non hai nulla di cui preoccuparti: non andrò da nessuna parte perché..
per quanto possa sembrar ridicolo… al momento questo è il posto più sicuro
per me, senza contare che il tuo televisore è più grande del mio!” confessò
lui con un mezzo sorriso, mentre si massaggiava i polsi e il collo.
“ Anche se… l’idea di venir legato, incatenato, ammanettato,
imbavagliato e bendato da te è maledettamente allettante … soprattutto se
tu mi facessi tutto questo su un letto anziché su una sedia!” disse in tono
suadente, con un sorriso furbetto.
“ Spike, sei un porco!” esclamò lei, facendo del suo meglio per
nascondere l’eccitante effetto che quelle parole, quella voce e quello
sguardo le stavano facendo.
Infatti, non riuscì a dargliela a bere.
“ Già, e sembra che ti piaccia questo in me!” replicò lui.
“ Uh!Beh, penso che andrò a studiare nella mia stanza!” annunciò un’imbarazzatissima
Buffy, prima di correre su per le scale a gran velocità.
Dopo poco più di un’ora (passata a sfogliare il libro distrattamente, senza
riuscire a memorizzare una sola frase), Buffy mise la testa fuori dalla sua
porta, giusto in tempo per vedere il biondo vampiro avvicinarsi alla porta
d’ingresso.
“ HEY, DOVE DIAVOLO CREDI D’ANDARE?” le urlò dalla ringhiera. Lui
sobbalzò.
“ Per l’inferno maledetto, Cacciatrice! E’ questo il modo di chiamare
qualcuno?” protestò lui, ma lei lo fissava, aspettando una risposta.
“ Non stavo scappando, se è questo che pensi. Volevo solo andar fuori sul
portico, perché sono sicuro che non vuoi che lo faccia qui dentro…” spiegò,
mostrando la sigaretta e l’accendino.
“ Lo sai, … il sole è tramontato e l’astinenza mi sta uccidendo, è
peggio dell’assenza del sangue, credimi! Non fumo da.. qualcosa come quattro
giorni, cerca di capire!” la supplicò lui con lo sguardo.
Buffy era allibita: si aspettava un suo tentativo di fuga e invece lui voleva
solo uscire perché non sarebbe stato carino fumare dentro casa sua.
« Da quando Spike è così… educato?”» si domandò scombussolata,
permettendogli di uscire.
Dopo un quarto d’ora ancora non era rientrato, ma prima che lei potesse
iniziare a preoccuparsi, la porta si aprì e Spike fece di nuovo il suo
ingresso, con aria visibilmente soddisfatta.
“ Va meglio?” domandò lei retorica.
“ Puoi dirlo forte!”
Verso l’ora di cena, Buffy si recò in cucina per prepararsi un sandwich e
pochi minuti dopo Spike la raggiunse fischiettando allegramente, mentre si
scaldava una tazza nel microonde.
Lei lo guardò con curiosità, per poi perdersi ancora una volta nei suoi
pensieri.
« Ora non ha più bisogno che io lo imbocchi, bene! Odiavo farlo, sedermi in
braccio a lui, guardarlo bere… odiavo tutto ciò.. vero? Andiamo, non posso
sentirne la mancanza! E’ Spike, ti ricordi? Gran Cattivo, Uccisore di Due
Cacciatrici, Nemico Mortale, occhi blu penetranti, accento sexy, labbra
sensuali… oh no, ci risiamo con gli attributi sexy… cattiva, Buffy!»
Spike si era accorto di essere osservato, ma preferì non dire nulla,
recandosi in sala con la sua tazza.
Come ogni sera, lei si preparò per la ronda.
“ Vado a far fuori un po’ di demoni, tu fai pure come se fossi a casa tua,
cerca solo di non far nulla di troppo malvagio!” si raccomandò lei, aprendo
la porta.
“ Non preoccuparti, farò il bravo ragazzo, buona caccia!”
“ Grazie, a dopo, ciao!” ricambiò il suo saluto, senza nemmeno accorgersi
di avergli mandato un bacio prima di uscire, com’era solita fare con la sua
mamma o con i suoi amici.
Ma lui se n’era accorto, e non sembrava per nulla dispiaciuto.
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Le era sembrato insolito vederlo fischiettare, ma quello che vide quando
rientrò dalla ronda fu ancora più assurdo: lo trovò tranquillamente seduto
sul divano a guardare la TV con in mano una scodella di gelato.
“ Bentornata, Cacciatrice!” la salutò lui, ma lei non rispose,
continuando a fissarlo incredula.
“ Che c’è? Perché quella faccia? E comunque, smetti maledettamente di
fissarmi!” le intimò.
“ Ti piace… il gelato? E’ strano, non l’avrei mai detto!”
“Sai, sarò anche un succhiasangue, ma ci sono un sacco d’altre cose che
mi piace fare. Mangiare è una di queste… ed ho un debole per il gelato!”
confessò lui, mangiandosene un cucchiaio.
“ Davvero? E che altro ti piace fare? Illuminami!” chiese lei, rubandogli
una cucchiaiata di gelato, cosa che fece ridere entrambi.
“ Come vuoi. Mi piace leggere, guardare la TV, ascoltare musica, ballare,
cantare, suonare la chitarra…”
“ Hey, questa è nuova! Intendi dire che tu usi la chitarra come strumento
di tortura per le tue vittime, vero?” lo prese in giro lei.
“ Ridi quanto ti pare! Ad ogni modo, sono abbastanza bravo a suonarla.
Peccato che l’ho persa, ma se mai riavrò indietro la mia non-vita, quando
troverò una nuova chitarra tu sarai la benvenuta nella mia nuova cripta per
goderti una mia performance!” gli assicurò lui.
“ Ti prendo in parola! Per di + ora mi hai davvero incuriosita …”
Poi entrambi rivolsero la loro attenzione al programma che la Tv stava
trasmettendo: era un quiz con domande a tempo.
Decisero per un po’ di fare una sfida a chi sapeva più risposte e tutti e
due fecero la loro bella figura: Spike se la cavava egregiamente con le
domande di cultura generale e sport, Buffy era ferratissima su quelle su
attori, musica e gossip.
Inoltre, si divertivano a fare commenti spiritosi sul programma o sui
concorrenti.
Ma tra una risata e l’altra, per Buffy cominciò a farsi tardi.
“ Ho passato una serata davvero carina, grazie. Comunque, ora per me è
tempo di andare a nanna!” avvisò lei sbadigliando.
“ Certo! Grazie a te per la compagnia e sogni d’oro!” la salutò lui.
“ ‘ Notte, Spike!” lo salutò lei dalle scale.
MARTEDI’
Buffy fu svegliata da un leggero bussare.
“ Avanti…” mormorò, senza essersi ancora completamente svegliata,
accendendo la luce.
Con sua gran sorpresa vide nientemeno che Spike, entrare con in mano un
vassoio con sopra quello che aveva tutta l’aria di essere una colazione:
c’erano latte caffè, brioche, marmellata, uova e alcune focaccine.
“ Buongiorno, raggio di sole!” esclamò lui, mentre lei si stropicciava
gli occhi, domandandosi se stesse soffrendo d’allucinazioni.
“ Spero ti piaccia. Ho fatto del mio meglio, forse ho dimenticato di dirti
che mi piace anche cucinare…” spiegò lui, posizionandole il vassoio sul
letto, mentre lei si metteva seduta.
“ Spike, sono le dieci di mattina, non dovresti essere in preda ad un sonno
profondo?” chiese lei, cominciando a mangiare.
“ Ad ogni modo, è favoloso e lo apprezzo davvero tanto, grazie!” aggiunse
subito dopo.
“ Sono contento che ti piaccia. Beh, ho dormito un paio d’ore, poi ho
deciso di farlo. Sai, volevo solo ringraziarti per avermi slegato. E iiiiio
(sbadiglio) ooo soooooo (sbadiglio) noo perffff (sbadiglio) ettamente sveee
(sbadiglio) gliioo…” spiegò lui, cercando di combattere la stanchezza che
all’improvviso sembrava essersi nuovamente impadronita di lui.
Buffy sembrò notarlo.
“ Ora faresti meglio a tornare a dormire, non voglio scombussolare il tuo
bioritmo… se i vampiri ne hanno uno!”
“ Ssciii, l’abbiamo e farei meglio a non incasinaaaarrrrloo. Penso che
ssssssseguirò (sbadiglio) il tuo consiglio… ti saluto per adessssssooo….
“ biascicò lui, non riuscendo quasi a tenere aperti gli occhi, prima di
andarsene.
Rimasta sola, le venne quasi da ridere per l’assurdità della situazione.
“ Se il buongiorno si vede dal mattino… credo che questo sarà un ottimo
giorno!” disse a se stessa, prendendo il vassoio e uscendo dalla stanza.
Come al solito, nel pomeriggio si mise a studiare accovacciata sul divano
accanto a quello di Spike, gettando di tanto in tanto un’occhiata al vampiro
ancora dormiente, sicura che non si sarebbe svegliato prima del tramonto.
Ma il biondo aprì gli occhi giusto in tempo per coglierla in flagrante, per
quanto lei avesse girato subito il viso di scatto, fingendo indifferenza.
“ Mi trovi più interessante del tuo libro, vero?” disse lui, con un largo
sorriso.
« Dannazione, m ha beccata!» si maledì Buffy.
“ Sono solo le tre del pomeriggio e il sole splende ancora… non è un
po’ presto per alzarsi?” domandò lei, senza staccare gli occhi dal libro.
“ Al diavolo, ora sono davvero sveglio!” esclamò lui, alzandosi.
“ E poi, dormire mi annoia.. perché io..come dire.. sento la mancanza dei
bei momenti che passo con te…” ammise lui, quasi sottovoce, senza
guardarla negli occhi.
“ Bei momenti? Io che t’insulto, io che lotto contro di te, io che tento
ammazzarti… sono bei momenti per te?” chiese lei incredula.
“ Accidenti, no!” ribatté lui, affrontando il suo sguardo.
“ Ma tu che recentemente sei gentile con me, tu che ti fidi di me abbastanza
da lasciarmi libero, tu che ridi * con me* e non * di me* per una volta;
questi sono davvero bei momenti. Ti preferisco come amica che come nemica!”
le spiegò.
“ Uh? Mi vedi come amica, adesso?”
“ Beh, io non uccido te, tu non uccidi me; questo può essere l’inizio di
una buon’amicizia per me. Ti giuro che, se mai dovessi riuscire a levarmi
questo chip, non cercherò mai più di far del male a te o ai tuoi amici, che
tu mi creda o no!” le assicurò lui.
“ Devo ammetterlo, Spike: tutto ad un tratto, nemmeno io sento più
l’impulso di conficcarti un paletto nel cuore… e non so perché, ma
qualcosa mi dice che posso fidarmi di te stavolta, chip o non chip… e poi un
amico in più è sempre benaccetto …” confessò lei.
“ Allora è stabilito: adesso siamo amici!” ripeté lui e lei annuì con
un sorriso.
Entrambi stavano mentendo a loro stessi.
Come al solito, dopo cena Buffy si preparò per la ronda, anche se stavolta
non aveva per niente voglia di andarsene.
Fortunatamente per lei, quella sera non c’era l’ombra di un demone. Dopo
un’ora decise che per quella sera non ci sarebbe stato nessun pericolo e che
poteva tornarsene a casa.
Come aprì la porta, Spike sobbalzò, smettendo di fare qualsiasi cosa stesse
facendo e si gettò dietro il divano, tenendo in mano qualcosa.
“ Cacciatrice, non ti aspettavo così presto… per l’inferno maledetto,
che ci fai già qui?” chiese lui, nascondendo il misterioso oggetto dietro
la sua schiena con una mano.
“ Sai com’ è Spike… questa casa è MIA e quindi ho tutto il diritto di
star qui QUANDO ACCIDENTI mi pare!” rispose lei, chiudendo la porta e
incrociando le braccia.
“ E ora dimmi che diavolo stavi facendo!” gli intimò avvicinandosi e più
lei avanzava, più lui indietreggiava.
“ Non credo proprio, passerotto!” disse lui, alzandosi di scatto,
nascondendo la cosa fra la sua camicia e la sua maglietta e lanciandosi verso
le scale prima che lei potesse fare la sua mossa.
“ Prima mi devi prendere!” esclamò, prima di correre al piano di sopra.
“ Niente di più facile!” lo informò lei con un mezzo sorriso, prima di
lanciarsi all’inseguimento.
Si rincorsero per almeno un quarto d’ora, velocità di Cacciatrice contro
velocità di Vampiro.
Quando lei credé di averlo in pugno, essendo bloccato nel corridoio con
davanti lei e alle sue spalle la ringhiera, con un salto lui si catapultò al
piano di sotto, atterrando perfettamente e facendole un ghigno dei suoi.
“ Non potresti essere un po’ meno atletico?” si lamentò lei,
riprendendo l’inseguimento.
Quando lui fu di nuovo al piano di sopra, stavolta lei fu più veloce di lui e
lo afferrò da dietro per le spalle, proprio di fronte alla sua stanza da
letto.
“ Preso!” esclamò trionfante, scaraventandolo sul letto.
Lui strinse le braccia attorno alla sua camicia per impedirle di aprirla, come
se da quello dipendesse la sua non-vita.
Lei saltò sul letto, mettendosi a cavalcioni su di lui.
“ E adesso, vediamo se il Gran Cattivo soffre il solletico!” disse lei,
cominciando a solleticargli l’interno delle braccia.
E lui lo soffriva, eccome!
Già per il solo contatto delle sue dita col cotone della sua camicia cominciò
a ridacchiare come un matto, dimostrandosi molto sensibile e allentando la
presa gradualmente.
Dopo pochi minuti non poté più resistere.
“ Ah, ah! Basta, ti prego! Mi arrendo!” esclamò fra le risate, alzando le
braccia in modo che lei potesse aprire la sua camicia per estrarre qualcosa
che sembrava un foglio.
Quando lo girò, rimase senza parole, trattenendo il respiro: stava tenendo
fra le mani nientemeno che un suo ritratto, non importa se appena iniziato, la
forte somiglianza con lei era già molto evidente; il viso era già completato
e lui era riuscito a trasmettere alla Buffy sul foglio la stessa luce che
c’era negli occhi della vera Buffy. E nonostante fosse appena abbozzato,
poteva già capire come aveva scelto di rappresentarla: accovacciata sul
divano, tenendo in grembo quello che sembrava un libro di scuola.
Spike ringraziò la sua buona stella che fosse un vampiro, o la sua faccia
sarebbe diventata bordeaux!
“ E comunque non montarti la testa, Cacciatrice! E‘ solo che io non ho un
maledetto accidenti da fare, disegnare è un’altra delle cose che non ti ho
detto che mi piace fare ed è solo che sei stata tu quello che ho visto di più
in questi ultimi giorni, è solo questo!” cercò di giustificarsi, ma lei
non si fece ingannare: era sicura che quello non fosse l’unico motivo.
“ Ad ogni modo.. ti piace?” chiese lui, quasi sottovoce, tutto di un
fiato, vergognandosi come un bambino, fissando il pavimento.
“ Oh, Spiiiiiiiike! Che cosa posso dire? E’ bellissimo, davvero! Non avrei
mai pensato che tu avessi così tanto talento!” ammise lei, senza staccare
gli occhi dal disegno.
“ Va bene, però ora ridammelo!” esclamò lui, riprendendoselo non troppo
cerimoniosamente, ma vide il viso della ragazza imbronciarsi.
“ Così posso finirlo meglio prima di restituirtelo. Quindi, abbi un po’
di pazienza, CURIOSONA!” e le fece una linguaccia prima di andarsene.
Lei rimase per un po’ sdraiata sul letto, a pensare a ciò che era appena
accaduto, sorridendo a se stessa.
Quando finalmente si decise a scendere, lo trovò in cucina, mentre preparava
una cioccolata per entrambi.
Vedendola, la invitò a sedersi al tavolo, lasciando che fosse lui a fare
tutto il resto. Dopo aver riempito le due tazze, si sedette anche lui.
“ Mm.. colazione a letto, ritratti, cioccolata a mezzanotte… mi potrei
facilmente abituare a tutto questo! Spike, tu di sicuro sai come arrivare al
cuore di una ragazza!” confessò lei, soffiando sulla sua tazza.
Lui invece rischiò di soffocarsi al primo sorso.
« Ho sentito bene? Davvero lei ha appena usato il mio nome e ‘arrivar al
cuore delle ragazze ’ nella stessa frase? Che questa bellezza stia cercando
di flirtare con me?»
Avrebbe voluto chiederle un sacco di cose, ma si limitò a sfoderarle il più
sexy dei suoi sorrisi.
Trascorsero il resto della notte chiacchierando e guardando un po’ di TV, ma
questa volta prima di andare a dormire, lei si avvicinò e gli diede il bacio
della buonanotte sulla guancia, cosa che lo lasciò senza parole.
MERCOLEDI’
Svegliandosi, Buffy trovò una rosa sul suo letto con un biglietto.
“ Scusami passerotto,
ma ho paura che stavolta non ce la farò a portarti la colazione a letto. Ho
un sonno terribile. Come puoi vedere, ho cercato di rimediare, spero ti
piaccia. A dopo, Spike.”
« Starò ancora sognando » pensò Buffy annusando il fiore, non riuscendo a
credere come in così pochi giorni quel vampiro ossigenato fosse riuscito a
sorprenderla.
Al pomeriggio si sedette come sempre a studiare sul divano accanto al suo.
Era quasi ora di cena … ma ancora lui non si era risvegliato e non sembrava
avere alcuna intenzione di farlo.
Un po’ amareggiata andò a cambiarsi per la ronda, lasciandogli un
biglietto, prima di uscire.
“ Spero solo di trovare qualche demone stanotte; una bella lotta mi distrarrà
e meno penso, meglio è!” si disse lei, dirigendosi verso il cimitero.
Cinque minuti dopo che lei era uscita, Spike si svegliò e quando guardò
l’orologio si maledì.
Alzandosi di scatto notò il biglietto scivolar sul pavimento, lo raccolse e
lo lesse.
“ Ciao Bell’Addormentato,
sono fuori per la ronda, spero di trovarti sveglio al mio ritorno. Sai… la
casa è piuttosto… vuota…senza te nei paraggi ad irritarmi! Ci vediamo
dopo, sicuro! Quasi me ne dimenticavo: grazie per la rosa! Buffy.”
“ Per l’inferno maledetto! Non potevo dormire ancora un po’ di più?
Dovrei prendere in prestito una sveglia dalla Cacciatrice. Voglio dire.. già
la notte è breve per passar un po’ di tempo assieme… e ora mi metto pure
a sprecarla?” parlò a se stesso mentre andava in cucina per nutrirsi.
“ E ora… che posso fare? Non ho intenzione di starmene qui ad aspettarla
come un bravo cagnolino! Andrò a prenderla, sperando che nessuno mi attacchi,
specialmente la schifosissima Iniziativa!”, decise, infilandosi il suo
classico giaccone di pelle.
“ Già… e poi che cosa le dico? Rischio di rovinare la nostra specie
d’amicizia, se le dico che cosa provo per lei… e a questo maledetto
proposito, … cosa accidenti provo per lei?” si chiese lui.
“ Beh, non penso che andarle incontro durante la ronda possa rovinare
qualcosa, poi sono così stufo di starmene bloccato qui e .. AL DIAVOLO, ci
vado!” disse, sbattendo la porta dietro a sé.
Buffy aveva avuto quel che voleva: quella sera c’erano dei vampiri in giro;
ma si era sbagliata sul fatto di potersi distrarre dai suoi pensieri.
“ Sei un vampiro, giusto?” esclamò, prendendone uno a calci in faccia.
“ Io non ti piaccio…” un altro calcio, stavolta nello stomaco e poi gli
conficcò il paletto nel cuore, cominciando a prenderne a pugni un altro.
“… tu non cerchi d’essere carino con me, vero?”
Il vampiro la guardò perplesso, ma prima che potesse rispondere lei lo
scaraventò al suolo.
“… non mi porti rose (calcio), non mi fai i ritratti (calcio) ..”
“ Uh? Che diavolo vai blaterando?” chiese lui prima che lei lo rialzasse
bruscamente, sbattendolo contro un albero.
“ Tu mi odi e basta…” continuò, estraendo il paletto.
“…e io ti ammazzo!” disse, spingendoglielo nel cuore.
“ Funziona così…” commentò, più che altro per convincere se stessa.
Nel frattempo, un altro vampiro si era avvicinato, uno che aveva notato il suo
stato confusionale e aveva deciso di approfittarne.
Prima che lei potesse accorgersi della sua presenza, lui le cinse il collo con
un braccio da dietro.
“ Non so quale sia il tuo problema, Cacciatrice…” le disse, mentre lei
cercava di liberarsi, dimenandosi, ma lui era molto forte e robusto.
“ … ma dopo che ti avrò ucciso, non avrai più nulla a cui pensare!”
disse scaraventandola contro una lapide.
Il forte impatto le impediva di rialzarsi subito, mentre il suo avversario si
stava minacciosamente avvicinando a lei, con le zanne ben scoperte.
“ NON PROVARCI NEMMENO!” urlò Spike correndo, gettandoglisi contro e
trascinandolo al suolo con sé.
“ NESSUNO uccide LA MIA CACCIATRICE!” ringhiò inferocito, cominciando a
prenderlo a pugni freneticamente, con tutta la forza che aveva.
Non appena finì, si circondò la testa con entrambe le mani, aspettando il
dolore lancinante del chip, una volta attivato: niente.
“ Nessun dolore!” esclamò lui, guardando Buffy, che aveva una faccia
stupita quanto la sua. Il biondo tirò un altro micidiale pugno all’altro
vampiro, ormai privo di sensi.
“ Nessun maledetto dolore!” rise e un attimo dopo afferrò un paletto
nelle vicinanze, conficcandoglielo nel cuore.
“ Grazie amico, ora so che questo chip non funziona coi demoni!” ma ormai
parlava ad un mucchio di polvere.
“ Stai bene?”disse, avvicinandosi a lei e offrendole una mano per
rialzarsi.
Lei accettò l’aiuto un po’ confusa, massaggiandosi la schiena ormai in
via di guarigione.
“ Spike, mi hai salvato la vita!” esclamò attonita.
“ Non sapevi che il tuo chip non si sarebbe azionato, eppure l’hai preso a
pugni lo stesso. Poteva essere molto doloroso per te…” continuò,
avvicinandosi di più a lui.
“ Il più gran dolore per me sarebbe perderti!” rispose lui, guardandola
dritto negli occhi.
“ Quando l’ho visto avvicinarsi a te… io… tu… “ disse, ma ad un
tratto gli mancarono le parole e senza accorgersene l’abbracciò,
stringendola forte a sé. Cercò di giustificarsi, ma senza staccarsi da lei.
“ Voglio dire… è così che ci si comporta con un’amica…” mormorò
lui, prendendo la sua mano nella sua.
“E noi siamo amici adesso, giusto?” sussurrò lei, guardandolo e
avvicinandosi al suo viso.
Improvvisamente, entrambi iniziarono a respirare pesantemente, sebbene uno dei
due non n’avesse alcun bisogno.
Pochi istanti dopo, le labbra del biondo erano premute delicatamente a quelle
della bionda, sorprendendosi quando sentì Buffy dischiudere le sue. Fu un
bacio brevissimo, ma per loro durò un’eternità.
Pur rimanendo a pochi centimetri l’uno dall’altra, tra i due si creò un
gran silenzio e lui fu il primo a cercare di romperlo.
“ Non so che cosa stia succedendo, passerotto!” disse, passandole una mano
fra i capelli.
“ Qualunque cosa sia, faremmo meglio a fermarci!” rispose lei facendo la
stessa cosa, mentre i loro occhi si chiudevano e le loro bocche
s’incontravano nuovamente, stavolta per un bacio molto più lungo e
appassionato.
Fu lei la prima a smettere, ma nei suoi occhi c’era lo stesso desiderio che
c’era nei suoi.
“ Non è giusto.. non possiamo!”
“ Non possiamo fare * cosa*, Buffy?” gli sussurrò lui all’orecchio.
Sentire lui che la chiamava per nome per la prima volta le fece perdere il
controllo.
“ QUESTO!” e dicendolo, lei gli saltò addosso, avvolgendo le sue gambe
attorno alla sua vita, baciandolo intensamente, tenendo il suo viso con
entrambe le mani, mentre lui la spingeva ancora di più a sé.
Quando, molto tempo dopo, si separarono, bastò un solo sguardo perché
entrambi esclamassero la stessa cosa nello stesso momento.
“ Torniamo a casa!”
Pochi minuti dopo erano già rientrati in casa e, dopo aver frettolosamente
gettato le loro giacche sul pavimento, corsero su per le scale che portavano
alla sua camera da letto.
Senza smettere di baciarla, l’adagiò lentamente sul suo letto, ponendosi
sopra di lei.
Buffy cominciò a sbottonargli la camicia rossa, felice di constatare che
stavolta sotto non c’era la solita maglietta nera, ma solo il suo petto
marmoreo che iniziò ad accarezzare con una mano, usando l’altra per
togliergliela definitivamente di dosso.
Lui intanto aveva fatto scivolare la mano sotto il suo maglione e il contatto
della sua mano gelida con il suo corpo caldo mandarono entrambi in estasi.
Interruppe il bacio, ma solo per sollevarla quanto bastava per levarle il
maglione, ammirando il reggiseno di seta rosso che aveva trovato sotto.
Poi sentì lei slacciargli la cintura dei pantaloni, ma le fermò la mano.
“ Aspetta, passerotto! Probabilmente, sei solo shockata per aver rischiato
la tua vita stanotte, e ora non sai quello che stai facendo; quindi te lo
chiedo adesso, perché se continui un altro po’ sono sicuro che non saprò
più fermarmi e gradirei non avere un paletto infilato nel cuore domani: sei
sicura, Buffy? E’ davvero questo quello che vuoi?” gli chiese seriamente,
quasi tremando per la tensione.
“ Spike, non sono mai stata tanto sicura di qualcosa come ne sono sicura
ora: sì, so benissimo quello che sto facendo, quindi… non fermarti, *
William* !” sussurrò lei, accarezzandogli il viso con una mano.
Stavolta, fu lui a perdere il controllo, sentendosi chiamare da lei col suo
vero nome, con una tale enfasi.
Quella notte fecero l’amore molte volte.
GIOVEDI’
Buffy si svegliò fra le braccia del biondo, con la testa appoggiata al suo
confortevole petto.
In un primo momento, si sollevò di scatto, spalancando gli occhi e si chiese
allarmata cosa ci facesse Spike nel suo letto; ma subito dopo si ricordò ogni
istante di quella notte con lui e un sorriso si formò sulle sue labbra.
Rilassata, riappoggiò la testa su di lui, lasciando che le sue dita
sfiorassero delicatamente il suo muscoloso addome.
Delicatamente o no, con sua gran sorpresa lui iniziò a stiracchiarsi.
Aprì gli occhi e quando la vide così vicina a lui sorrise.
“ Allora non era un sogno… era tutto vero… e bellissimo!” esclamò.
Per tutta risposta lei sorrise annuendo con la testa.
All’improvviso lui si fece pensieroso.
“ Che c’è?” gli chiese lei, senza muoversi da lì.
“ Dimmi solo una cosa, passerotto: che succede ora?”
Lei si sollevò, sedendosi sul letto per vederlo meglio.
“ Credo che abbiamo tre possibilità. La prima è fermarci qui e adesso,
perché questo è impossibile e terribilmente sbagliato! La seconda è di
goderci questi pochi giorni rimasti fino a Domenica; ma quando il Signor Giles
e gli altri fanno ritorno, io e te torniamo ad essere nemici mortali, come
dovremmo essere o..”
“ O? Dimmi la terza perché di certo non sceglierò la prima e ..sarei
felice se ci fosse qualcosa di più della seconda possibilità. Sai, più
tempo passo con te, più soffrirò dopo, quando mi annuncerai che è
finita!” la interruppe lui, colpendola con le sue ultime parole.
“ C’è …perché la terza è ‘ AL DIAVOLO!’ “ rispose lei, citando
una delle sue più tipiche espressioni, tentando pure di imitare il suo
accento, cosa che lo fece ridere.
“ Voglio dire, io voglio stare con te, tu vuoi stare con me, facciamolo e
basta! Chi se ne importa degli altri? Se stiamo attenti, senza abbassar mai la
guardia, possiamo tenerlo a loro nascosto, almeno per adesso. Forse un giorno
troverò il coraggio di dir loro la verità…” propose lei.
“ E quale sarebbe la verità, Buffy?” domandò lui, serio.
“ Beh, non posso ancora dire che ti amo, Spike, e scommetto che nemmeno tu
possa, vero? Comunque, sto tanto bene con te e non voglio che questo finisca!
E poi, lo sai, … una cosa tira l’altra..” ammise lei, riempiendolo di
speranza, perché.. non glielo avrebbe mai detto, ma lui era già sicuro di
amarla!
“ Nemmeno io voglio che finisca, dolcezza!” le sussurrò, baciandole una
spalla.
“ Ad ogni modo, anche se abbiamo scelto la terza chance, non vuol dire che
non possiamo comportarci come all’inizio della seconda..” suggerì lui,
guardandola in modo ammiccante.
“ Mi sembra allettante!” rispose lei, e un istante dopo era iniziata
un’altra infuocata battaglia sotto quelle lenzuola.
“ Wow, Spike!” mormorò lei alla fine, riprendendo fiato.
“ Benché sia piena mattina, mi sembri mooolto sveglio!” commentò lei,
visibilmente soddisfatta.
“ Forse, perché tu sei la mia caffeina, passerotto!” rispose lui, dandole
l’ennesimo bacio.
“ Allora, fai finta che io sia la tua camomilla, perché adesso tu hai
bisogno di riposarti e io ho le mie faccende da sbrigare!” disse lei,
scendendo dal letto, infilandosi una maglietta.
“ E poi, devo anche studiare un po’, altrimenti come faccio a passare
l’esame? Senza contare che il mio Prof è più che determinato a rendermelo
il più infernale possibile!” aggiunse, preoccupata.
“ Vorrei tanto lacerare la gola del tuo Prof , ma questo maledetto chip non
è della stessa opinione!” si lamentò lui.
“ Beh, che posso dirti? Grazie per il pensiero!” scherzò lei, aprendo la
porta.
“ Se non posso ucciderlo, potrei sempre spaventarlo a morte. So essere molto
terrificante, lo sai…” farfugliò lui, girandosi dall’altra parte del
letto, chiudendo gli occhi.
“ Già, davvero, davvero terrificante!” commentò lei a bassa voce,
sorridendo mentre chiudeva la porta dietro di sé.
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Buffy poteva ritenersi soddisfatta perché aveva fatto il suo dovere, quindi
ora aveva tutto il diritto di tornare a faccende più piacevoli.
Il sole era tramontato da poco, così lei corse su nella sua stanza.
Trovò Spike ancora addormentato, quindi si sedette accanto a lui,
accarezzandogli i capelli con una mano, mentre con l’altra gli grattava
leggermente la nuca, cosa che gli fece emettere un verso sommesso, segno che
gradiva il gesto.
Infatti, pochi secondi dopo riaprì gli occhi, ancora un po’ frastornato.
“ Ciao, dormiglione!” sussurrò lei, chinandosi per baciarlo.
“ Accidenti, devo dirlo: questo è il più bel risveglio della mia intera
vita e non-vita!” esclamò, per poi baciarla, spingendola lentamente sopra
di sé.
Quando Buffy scese dalla sua stanza, pronta per la ronda, trovò lui che
l’aspettava davanti all’entrata, con addosso il suo giaccone.
“ Vai da qualche parte?” chiese lei, ironica.
“ Beh, mi è stato detto che c’è una bellissima Cacciatrice che combatte
le forze del male tutta sola; forse se le tenessi un po’ di compagnia il suo
compito le peserebbe di meno…” spiegò lui, con tono seducente.
“ Mi domando chi sia questa mia misteriosa rivale! Forse non dovresti
incontrarla, potrei essere gelosa, e poi sono sicura che la distrarresti dal
suo lavoro, quindi addio!” scherzò lei, aprendo la porta e fingendo di
andarsene senza lui.
“ Hey, non vale! Voglio dire… ora che so che posso colpire i demoni, non
mi puoi chiedere di starmene qui buono buono…andiamo! Desidero prendere a
calci qualche fondoschiena, ho un disperato bisogno di un po’ di violenza! E
poi lo sai, la repressione non fa mai bene!” aggiunse lui, seguendola.
“ Ok, se davvero insisti…” sorrise lei, accontentandolo.
“ Andiamo!” ordinò, trascinandola via con sé.
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“ Che ronda!” esclamò lui, sulla via del ritorno.
“ Parla per te! Li hai polverizzati quasi tutti tu, non è giusto! Inoltre,
l’ultimo l’avevo visto io per prima!” brontolò lei, accelerando il
passo e incrociando le braccia.
“ Che vuoi che ti dica?Io sono stato più veloce di te, passerotto! Che ti
serva da lezione per la prossima volta: meno chiacchiere e più azione!”
commentò lui, raggiungendola.
“ Che intendi dire con ‘ la prossima volta ’ ? Non avrai mica intenzione
di farlo spesso, vero?”
“ Accidenti se lo voglio fare, è divertente!”
“ Ma dovrebbe essere il * mio * lavoro!” protestò lei.
“ Beh, sta cominciando a piacere pure a me!” ammise lui, giocando col
paletto che ancora teneva in mano, roteandolo in aria e riprendendolo.
“ Dovrò informare il Concilio…” mormorò lei, fingendosi preoccupata.
“ Di cosa?” chiese lui, sorpreso.
“ Di te! Signore e Signori, ecco a voi Spike, il Vampiro Ammazza-Vampiri!”
scherzò lei.
“ Non suona nemmeno bene! E ora dammi indietro il mio paletto!” disse,
afferrandolo e cercando di strapparglielo di mano, ma lui non avrebbe mollato
facilmente la presa.
“ Nemmeno per sogno, adesso è mio! Me lo sono guadagnato, dopo tutto!”
protestò lui e con uno strattone energico riuscì a riappropriarsene,
mettendoselo in tasca e guardandola con un atteggiamento da vincente.
“ Sei il vampiro più strano che abbia mai incontrato!” rise lei, aprendo
la porta di casa.
“ Attenzione prego: frase che arriva da una * Cacciatrice * che attualmente
si sbaciucchia e va a letto con questo strano * Vampiro senz’anima * !”
ribatté lui.
“ Giusto!A proposito ..” esclamò lei , afferrandolo per le spalle e
gettandolo sul divano per poi gettarvisi sopra.
“… fammi ricordare perché lo faccio!” disse lei, accarezzandogli i
capelli.
“ Non devi chiedermelo due volte, dolcezza!” rispose lui, tra un bacio e
l’altro.
Continuarono a baciarsi per un’eternità, finché lei appoggiò la testa
sulla sua spalla, chiudendo gli occhi.
“ Faresti meglio ad andare a letto, passerotto!” disse, prendendola in
braccio per portarla nella sua stanza.
“ No! Voglio stare qui, basta che mi tieni stretta a te!” mormorò lei, già
mezza addormentata.
Così, lui le obbedì, sdraiandola sul divano assieme a lui, ascoltando i
battiti del suo cuore come se fossero la più bella musica che lui avesse mai
sentito.
VENERDI’
Buffy fu svegliata dallo squillo del telefono.
Nella foga di andar a rispondere, senza avere ancora realizzato dove fosse,
inciampò nel divano, cadendo a terra, per poi rialzarsi e correre verso il
telefono; ma niente di tutto questo sembrò svegliare Spike.
Sollevò la cornetta al quinto squillo.
“ Pronto?” esclamò, stropicciandosi gli occhi.
“ Ciao Buffy, sono Giles !”
La voce del suo osservatore ebbe su di lei l’effetto di una potentissima
sveglia.
“ Uh? Signor Giles, che piacere sentirla! Come sta? Com’ è il
congresso?” balbettò lei, un po’ agitata.
“ Sto bene e il congresso è … più corto del previsto. Sarò di ritorno
domani.”
“ Ma lei doveva tornare Domenica…” puntualizzò lei, lasciando scivolare
una nota di tristezza nella voce.
“ Buffy, stai bene? Mi sembri … un po’… contrariata!” disse lui,
perplesso.
“ Noo! Come può pensare una cosa simile? Sono felice, davvero, molto
felice! Non potrei sopportare Spike un giorno di più; non vedo l’ora che
lei torni e lo porti via da casa mia…” rispose, cercando di suonare
convincente.
“ Lo so, Buffy, deve essere dura per te… ti sta dando molto disturbo?”
chiese Giles, preoccupato.
“ Lui non ha ucciso me, io non ho ucciso lui, se è questo che vuol
sapere!”
“ Va bene, Buffy, resisti solo un altro po’! Ci vediamo domani, ciao!”
“ Ci proverò… la saluto!” riattaccò lei.
Tutto ciò le mise un’agitazione enorme addosso, che durò fino al tramonto,
mentre lei continuava a passeggiare nervosamente avanti e indietro, aspettando
che Spike si svegliasse.
Non appena si mosse, prossimo al risveglio, lei gli si precipitò addosso.
“ Sveglia, Spike, dobbiamo parlare!” disse scuotendolo per le spalle.
Lui aprì gli occhi e sentendo quelle parole fu colto da un terribile
sospetto.
“ Cosa c’è? Hai già cambiato idea su di noi?” domandò lui,
visibilmente preoccupato.
Lei sorrise per la sua insicurezza, prendendogli il viso fra le mani e
dandogli un intenso bacio.
“ Uh! Lo prendo come un ‘ No ‘ !” sorrise lui, alzandosi e seguendola
in cucina, dove si sedette al tavolo, affianco a lei.
“ Il Signor Giles mi ha chiamato stamattina: tornerà domani.”
“ Aspetta! Non doveva mica tornare Domenica?”
“ E’ quello che gli ho risposto anch’io. Ha spiegato che il congresso
era più breve. Brutte notizie: un giorno in meno che possiamo passare
insieme, senza nessuno nei paraggi…” commentò lei, imbronciandosi.
“ Allora, rendiamo quest’ultimo giorno indimenticabile!” sussurrò lui,
prendendo le sue mani nelle sue.
Stavano per baciarsi, ma lei si fermò.
“ Hey! Non abbiamo ancora pensato alla cosa più importante: come diciamo a
Giles e agli altri del tuo chip?”
“ Giusto. Quasi me ne dimenticavo!”
“ Non possiamo raccontare che l’hai scoperto con me, purché non dica che
tu sei scappato da casa mia. Ma io mi prenderei una sgridata da Giles per non
essere stata più attenta! In più , farei la figura della Cacciatrice
irresponsabile e stupida, mentre tu quella del Vampiro astuto e scaltro…
nemmeno per sogno!”
Lui stava per fare qualche spiritoso commento, ma lei con una gelida occhiata
gli fece tener la bocca chiusa.
“ E se facessimo finta che non l’ho ancora scoperto? Così, quando torno
da Giles potrei dirgli che stavo riflettendo sul mio chip e..”
“ Tu?! Che rifletti?! E da quando?” lo interruppe lei ridendo, ma stavolta
fu lui a zittirla con un’occhiataccia.
“ Cacciatrice, sono serio!”
“ Va bene,scusa, vai avanti!”
“ Come stavo dicendo… e domandarmi se forse il chip funziona solo con gli
uomini e gli esseri viventi… allora potrei convincerlo a verificarlo,
facendoglielo scoprire. Credo che potrebbe funzionare…”concluse lui.
“ Ok, affare fatto! Speriamo solo che lui non dubiti nulla di queste tue
improvvise saggezza e intelligenza, mio genio!” lo prese in giro un’altra
volta, prima di baciarlo, forse anche perché era l’unico modo per
impedirgli di ribattere.
“ Pensi che dopo mi lascerà andare?” chiese lui, facendola sedere in
braccio a lui.
“ Perché non dovrebbe? Non ci sarebbe più motivo di tenerti ancora
prigioniero e potresti aiutarci lo stesso a scoprire qualcosa
sull’Iniziativa. In più, sono sicura che il Signor Giles sarà felice di
riavere la sua privacy!” gli assicurò lei, tracciando le sue labbra con un
dito, che ben presto sostituì alle sue labbra.
Quando interruppero il bacio era già ora di cena e dopo mangiato, uscirono
insieme per la solita ronda.
Non vedendo arrivare nessuno, cedettero di essere da soli, quindi iniziarono a
baciarsi, ma due vampiri si stavano avvicinando.
Vedendoli di spalle e da lontano, i due pensavano di avere a che fare con una
coppietta qualunque, una potenziale cena.
“ Buonasera, piccioncini!” iniziò il primo.
“ Ci dispiace interrompere questa scenetta sdolcinata… ma dobbiamo
uccidervi!” disse l’altro e risero insieme.
La coppia sorrise tra sé e continuò a baciarsi, ignorandoli completamente.
La cosa li sconcertò parecchio.Uno dei due vampiri si avvicinò alla bionda.
“ Forse non mi hai sentito!” disse, mettendole una mano sulla spalla,
obbligandola a girarsi.
“ Cac.. Cacciatrice?!” esclamò allibito e un attimo dopo si ritrovò
catapultato a terra.
“ Già, la sola e l’unica!” rispose lei, prendendolo a calci, estraendo
il paletto.
“ E tu hai scelto il peggior momento in assoluto per venire allo
scoperto!” gli comunicò, prima di polverizzarlo.
Nel frattempo, l’altro vampiro aveva iniziato ad indietreggiare
prudentemente, dopo aver realizzato chi stesse baciando la Cacciatrice.
“ Sp.. Spike?! Non può essere! Aspetta che lo faccia sapere agli altri e
..” annunciò lui, in procinto di andarsene, ma il biondo lo anticipò,
colpendolo in faccia con un calcio micidiale, che lo spedì a terra.
“ Dove diavolo pensi di andare? Devi sentire tutta la storia prima di
diffondere la notizia…” esclamò Spike, riavvicinandosi a quello che una
volta era stato un suo servo, che tentava faticosamente di alzarsi.
“ Devi sentirla in ogni (calcio allo stomaco), singolo (calcio), maledetto
(calcio), dettaglio (calcio)!”
Poi, lo rialzò bruscamente dal suolo, tenendolo per il collo con una mano.
“ Sai che ti dico? Ho cambiato idea!” disse, estraendo il paletto.
“ Forse è meglio se non dici niente!” e lo polverizzò.
“ Beh, Cacciatrice, adesso sappiamo che i miei amici non sarebbero molto
felici se sapessero di noi; ma sono sicuro che questo non sia niente,
paragonato alle reazione dei tuoi, vero?” chiese lui, accendendosi una
sigaretta.
“ Immagino di sì, e la sola differenza è che io non posso eliminarli dopo
aver loro detto di noi!” rispose lei, indicando i due mucchietti di polvere.
“ E perché no?” scherzò lui. Per tutta risposta, lei gli diede un
giocoso pugno sulla spalla.
Dopo qualche altro minuto di ronda, decisero di tornare a casa.
“ Se non sbaglio, qualcuno aveva parlato di un’indimenticabile
serata…” commentò lei, gettando sulla sedia sia la giacca che la felpa,
rimanendo con un top rosso molto scollato. Fu compiaciuta nel notare che Spike
sembrava apprezzarlo molto, visto che gli ci volle un po’ prima di riuscire
a toglierle gli occhi di dosso.
“ Allora, qual è il tuo piano?” gli chiese, sdraiandosi sul divano con
fare provocante.
Lui si tolse il giaccone, ma invece di avvicinarsi a lei come lei si
aspettava, se n’andò in cucina, tornando con in mano una vaschetta di
gelato e un cucchiaino.
“ Beh, potremmo iniziare mangiando un po’ di gelato…” propose,
avvicinandosi a lei e aprendo la vaschetta.
“ Mangiare il gelato? Benché il gelato sia sempre ottimo… non mi sembra
una cosa così indimenticabile!” osservò lei, un po’ delusa.
Ignorandola, lui prese una cucchiaiata, ma invece di imboccarla, lo versò
partendo da un lato del collo fino ad arrivare all’inizio della spalla.
“ Non ti ho detto che l’avremmo fatto * a modo mio *?” sorrise lui,
chinandosi su di lei e iniziando a succhiarlo a modo suo.
La calda pelle doppiamente ghiacciata dal gelato e dalle sue labbra le diede i
brividi, facendola sentire al tempo stesso infuocata.
“ Oh, mio dio!” mormorò lei.
Non appena lui finì, lei lo tirò a sé, prendendolo per la nuca e baciandolo
ardentemente, togliendogli la camicia senza interrompere il bacio.
Fu lei la prima a smettere, prendendo un cucchiaio di gelato e accarezzandogli
il petto.
“ Posso..?” chiese lei timidamente.
“ Non puoi!” le impose lui, ma poi sorrise.
“ * Devi *!”
Lei cosparse di gelato quel petto liscio e bianco. E quando iniziò a leccarlo
via a modo suo, lui si sentì al settimo cielo!
Ripeterono l’operazione l’uno sull’altra diverse volte.
Nonostante fosse gelato al cioccolato, non avevano certo bisogno del suo
effetto afrodisiaco!
“ Ora c’è solo una cosa da fare!” esclamò lui, prendendola in braccio
e salendo le scale con lei, per entrare nel bagno, togliersi i vestiti
rimanenti e infilarsi assieme nella doccia, dove trascorsero altri bei
momenti.
Quando furono puliti e asciutti lei lo trascinò con sé sul suo letto.
“ Spike, ti voglio!” sussurrò lei, e lui non se lo fece certo ripetere.
Quella era l’ultima notte che potevano trascorrere insieme liberamente e
senza preoccupazioni, quindi stavolta lo fecero con ancora più trasporto;
tanto che quando fu sull’orlo, Spike sentì il suo demone emergere.
Smise di colpo e quando lei riaprì gli occhi per capire cosa fosse successo,
lo vide col suo vero volto.
Senza dire niente, lui stava per andarsene.
“ Non farlo!” disse lei, prendendolo per mano e tirandolo a sé.
“ Ho detto che voglio te…” e cominciò ad accarezzargli il viso, ora più
grinzoso e discontinuo.
“ … tutto di te!” sorrise lei.
“ Buffy, non posso, non voglio farti male!” protestò lui.
“ Non preoccuparti! Primo, ne hai bisogno, lo so. E poi, puoi farlo: il chip
non ti farà niente perché tu non mi farai male… anch’io.. lo voglio!”
ammise lei, esponendogli il collo.
“ Oh, Buffy!” mormorò lui, riprendendola fra le sue braccia e lei iniziò
a muovere i fianchi in sintonia con i suoi, mentre lui posava la sua bocca sul
suo collo.
L’aveva appena sfiorato e l’aveva già sentita irrigidirsi.
Invece di morderla subito, con un grande autocontrollo ritornò col suo volto
umano, baciandola a fondo e quando la sentì rilassarsi sotto i suoi baci
raggiunse nuovamente il suo collo, mordendolo prima coi suoi denti normali,
per poi permettere ai suoi lunghi canini di discendere.
Buffy si aspettava un dolore acuto (col Maestro, e perfino con Angel era stato
doloroso) , ma tutto quello che sentì fu una debolissima puntura, subito
rimpiazzata da un indescrivibile piacere.
Infatti, non poté fare a meno di gemere mentre lui assaporava il suo sangue.
Quando smise, le sembrò perfino troppo presto.
“ Grazie!” bisbigliò lui, tornando con il suo viso umano e leccandole le
due piccole ferite.
Poi si praticò un piccolo taglio sul petto e il sangue cominciò a sgorgare a
poco a poco.
Lei lo interrogò con gli occhi.
“ Ora tocca a te, passerotto!” sorrise lui.
“ Cosa?! Non ho nessun’intenzione di bere da te!” gli intimò lei, senza
però staccare gli occhi dalla sua piccola ferita.
“ Andiamo! Non c'è nulla di male, non è pericoloso… voglio solo che tu
mi assaggi come io ho assaggiato te!” gli sussurrò lui, avvicinandole la
testa al suo petto.
Lei stava per farlo, ma si fermò a pochi millimetri, guardandolo incerta.
“ Per favore, Buffy, fallo! Sai che lo vuoi anche tu, e poi… per un
vampiro questa è una prova d’am… ammirazione!” le spiegò lui,
correggendosi all’ultimo momento.
Ma lei era sicura che lui stesse per dire ‘ amore ’ e questo le tolse ogni
dubbio: avvicinò le sue labbra al suo petto, succhiando la ferita e la cosa
piacque ad entrambi.
“ Ora sono dentro di te, Buffy!”, sorrise lui, sollevandole il mento con
un dito.
“ Come io sono dentro di te, Spike! Sai, dovrei odiarmi per questo, perché
è terribilmente sbagliato; ma all’improvviso mi sembra così giusto…”
confessò lei, stringendolo forte a sé.
Mentre l’abbracciava, gli cadde l’occhio sull’orologio, che segnava le
tre di mattina passate.
“ E’ tardissimo, raggio di sole, dovresti dormire!” le consigliò lui.
“ Forse…” disse lei, prendendo la sveglia del suo comodino e puntandola
per il giorno dopo.
“ Non ho bevuto abbastanza caffè per restare sveglia con te fino
all’alba… ci tenevo tanto!” si scusò lei e per tutta risposta, lui la
baciò sulla fronte, rimboccandole la coperta.
“ ‘Notte, passerotto, domani sarà una giornataccia!” sussurrò lui.
“ Vorrei che il domani non arrivasse mai…” mormorò lei nel sonno.
SABATO
“ Spike! SSSSSPPPPPPIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIKKKKKE, SVEGLIA!” urlò Buffy,
scrollandolo freneticamente.
“ Hey, che ti prende?” brontolò lui, aprendo gli occhi.
“ Che mi prende? Dovevamo svegliarci per le 14 00, ma questo dannato
aggeggio non ha fatto il suo dovere e ora sono già le 17 00!” disse lei,
sbattendo a terra la sveglia, colpevole d’averla ‘tradita ‘.
“Il Signor Giles sarà qui in meno di un’ora, dobbiamo sbrigarci!” urlò,
precipitandosi in bagno.
Quando anche lui finalmente realizzò la gravità della situazione, Spike balzò
giù dal letto, correndo in salotto a riordinare ogni cosa e a recuperare
tutti i suoi vestiti (indossava solo un paio di boxer), sparsi per la casa,
come quelli di Buffy.
Una volta sistemato tutto, risalì in camera da lei.
“ Tutto bene?” le chiese, mentre lei si pettinava allo specchio.
“ Sì, sono pronta! Porta una sedia in salotto e aspettami lì,
d’accordo?” gli ordinò lei, alzandosi.
Lui stava per andarsene, ma si fermò a fissarla.
“ Che c’è ?” chiese lei, iniziando ad agitarsi.
“ Niente. E’ solo che.. non è che quei due bei puntini rossi sul tuo
collo renderanno il tuo Osservatore un po’… sospettoso?” chiese lui,
retorico.
Lei, guardandosi meglio, notò che la camicetta che aveva scelto di indossare
lasciava troppo scoperto il suo collo, facendo intravedere i segni del suo
morso.
“ Dannazione! Ero sicura che fossero già guariti!” si lamentò lei.
“ Ci vorrà almeno un giorno intero, scusami, amore! Ad ogni modo, qual è
il problema?” disse lui avvicinandosi.
“ Non è che tu abbia bisogno di un maglione dolcevita per nasconderli,
basta che ti abbottoni un po’ di più la camicetta…” le consigliò,
allacciandole un paio di bottoni.
“ Perfetto! Adesso nessuno li vedrà, non preoccuparti! Certo, a me piaceva
vederli; ma tanto presto te ne farò di nuovi…” la informò,
accarezzandole il viso.
“ Nei tuoi sogni!” replicò lei, cercando di non mostrargli quanto
quell’idea la elettrizzasse; ma non ci riuscì.
“ E anche nei tuoi!” le sussurrò lui, sorridendo tra sé mentre si
allontanava.
Lei lo raggiunse in salotto, prendendo le corde e cominciando a legarlo.
“ Uh, uh! Giochiamo alla Padrona e al suo Schiavo d’amore?” la provocò
lui.
“ Spike, non tentarmi!” rispose lei, stringendo di proposito la corda
mentre finiva di legarlo.
“ Ahia!” si lamentò lui.
“ Beh, prima che arrivi il Signor Giles, lascia che ti saluti come si
deve!” disse lei, baciandolo e il bacio diventò sempre più profondo, finché
Buffy si ritrovò le sue fredde mani su di lei.
“ Dannazione, Spike! Hai spezzato le corde!” esclamò lei seria, ma alla
fine entrambi scoppiarono in un fragorosa risata.
Lei si allontanò per prenderne un’altra.
“ E’ l’ultima che ho, quindi… stacci attento!” gli intimò lei.
Stavolta fece in tempo solo a legargli le mani dietro la schiena, perché suonò
il campanello.
“ Ok, William, si va in scena!” esclamò lei, prima di aprire la porta.
“ Signor Giles, ben tornato!” sorrise Buffy, abbracciandolo.
“ Ciao Buffy, grazie!” disse lui entrando.
“ Spike, eccoti qua… devo ammetterlo… non pensavo di ritrovarvi entrambi
..ancora tutti di un pezzo!” commentò lui, poi guardò meglio il vampiro.
“ Ma… tu non sei legato alla sedia!” esclamò, guardando Buffy in attesa
di una spiegazione.
“ Certo! Non è legato perché lei sta per portarlo via con lei! Sa è stato
legatissimo fino a poche ora fa. Ho semplicemente pensato che sarebbe stato
carino non farle perdere tempo…” spiegò lei, domandandosi come riuscisse
ad apparire così tranquilla e naturale e come avesse fatto a trovare una
spiegazione tanto brillante.
“ Vede? Non vedo l’ora di liberarmi di lui!” aggiunse.
“ Reciproco, Cacciatrice!” rispose lui, riuscendo a mettere una certa
durezza nella voce.
“ Mi dispiace Buffy. Credo che per te deve essere stata dura…” osservò
Giles.
“ Dura? Lei non sa cosa ho passato! Di sicuro non sarà facile dimenticare
questi giorni…” finse di lamentarsi lei, ma approfittò di un momento di
distrazione del suo Osservatore per schiacciare l’occhio a Spike.
“ Lo penso anch’io!” rispose lui, allo stesso modo.
“ Beh, sono sicuro che ti ha sopportato abbastanza, è meglio che ti porti
via ora!” esclamò Giles spingendo Spike verso la porta.
“ Aspetti!” si lasciò sfuggire la ragazza.
“ Così presto?”
L’Osservatore la guardò aggrottando le sopraciglia.
“ Voglio dire… è appena arrivato. Posso offrirle una tazza di the con
qualche biscotto?” propose lei.
“ Ad ogni modo, non si faccia l’idea sbagliata: non potrei sopportare
Spike un minuto di più, è solo che la gentilezza che ho nei suoi confronti
è più forte del disprezzo che ho per lui!” chiarì lei.
“ Beh, Buffy, grazie, ma penso che sia meglio che vada. Coraggio, Spike!”
lo spinse ancora.
“ Hey Osservatore, se vuoi restare, resta! E poi lo sai, un inglese non
dovrebbe mai rifiutare una tazza di the…” lo consigliò il biondo, ma
l’uomo lo guardò con incredulità.
“ Anche se non vedo l’ora di andarmene da qui… non ne posso più di
vedere la sua faccia!” aggiunse ed entrambi i biondi si scambiarono un finto
sguardo di disprezzo.
“ Ora devo proprio andare, Buffy. Quindi, ditevi addio, anche se dubito
vogliate dirvi qualcosa!”
“ Arrivederci, Signor Giles, e tu, non far arrabbiare il mio Osservatore,
Spike!” esclamò lei, aprendo la porta ad entrambi.
“ Altrimenti cosa? Vieni a sculacciarmi, Cacciatrice?” ghignò lui, prima
di essere trascinato via da Giles.
“ Potrebbe essere un’idea!” mormorò tra sé Buffy, chiudendo la porta.
All’improvviso la casa le sembrò vuota; ma lei non era triste: se avessero
giocato bene le loro carte, si sarebbero rivisti presto, quello non era un
addio.
Decise di risalire nella sua stanza e appena entrò diede un’occhiata sopra
il letto e vide.. se stessa: era il ritratto che Spike le aveva fatto,
perfettamente completato. Era un vero capolavoro.
Lei sorrise quando notò che aveva deciso di farle indossare quel famoso top
rosso della loro ultima notte insieme.
Poi si accorse che c’era una lettera accanto e l’aprì, leggendola.
“ Ciao passerotto,
Mi manchi già! Ti ricordi quello che avevi detto all’inizio? Beh, se questo
era il tuo concetto di settimana SPIACEVOLE mi domando proprio come siano
quelle PIACEVOLI! Non vedo l’ora di fare sapere al tuo Osservatore del chip,
trovarmi una nuova cripta e tenerti di nuovo fra le mie braccia. Potresti
posare per me per tutti i ritratti che vuoi.. mm.. ne avrei in mente uno ‘
senza veli ’ … (se solo tu potessi vedere il sorriso sulle mie labbra in
questo istante!) Ti saluto, ma solo per il momento.
Il tuo Gran Cattivo. “
“ Spike, come ho già detto… sei un porco!” commentò lei ad alta voce;
ma poi notò come il solo pensiero di realizzare le sue aspettative la
mandasse in estasi.
“ Ma avevi ragione: sembra che mi piaccia questo in te!”