H/HR MOMENTS- BOOK 2
Harry, che sentiva il viso decisamente in fiamme, disse: “Qualsiasi cosa tu abbia sentito dire sulla mia grandezza…sono tutte stupidaggini. Non sono neanche il primo del mio corso, a Hogwarts. Hermione lo è; lei sì che…” Ma si interruppe subito, perché pensare a Hermione gli faceva male al cuore.
Caro Ron e caro Harry, se anche tu sei lì,
Spero che tutto sia andato liscio, e che Harry stia bene e che non abbiate fatto niente di illegale per portarlo via,Ron,perché se così fosse questo metterebbe nei guai anche lui. Sono stata sinceramente preoccupata e se Harry sta bene, fatemelo sapere immediatamente ( magari usando un altro gufo, perché forse un'altra consegna sarebbe fatale a quello che avete ora).
Natuturalmente ho molto da fare con i compiti di scuola ( " Ma come fa?" disse Ron in preda all'orrore. " Siamo in vacanza!") e il prossimo mercoledì andremo a Londra a comprare i libri per il nuovo anno. Perché non ci vediamo a Diagon Alley?
Datemi notizie appena potete.
Vostra Hermione.
"Dobby non può, signore, Dobby non può, Dobby non deve dire!" squittì l’elfo. “Harry Potter deve tornare a casa, signore, deve tornare a casa!”
"Io non vado proprio da nessuna parte!" disse Harry risoluto. "Una delle mie migliori amiche è figlia di Babbani; lei sarà la prima della lista, se veramente la Camera dei Segreti è stata aperta…"
“Credo che sia ora di separare la squadra del cuore” disse con tono maligno “Weasley, tu starai con Finnigan. Quanto a Potter…”
Harry si mosse automaticamente verso Hermione.
“No, non penso proprio!” disse Piton con un sorriso glaciale. " Venga qui signor Malfoy. Vediamo cosa è capace di fare del famoso Potter. E lei, signorina Granger...lei può andare con la signorina Bulstrode.
Malfoy si fece largo tra i compagni, con un sorriso beffardo stampato sul viso, seguito da una ragazza Serpeverde, che ricordò a Harry un’illustrazione del libro “Un vacanza con le streghe”. Era grossa e tarchiata, con l’aria aggressiva. Hermione le rivolse un debole sorriso, che lei non ricambiò.
[...]ma Hermione e Millicent Bulstrode combattevano ancora; Millicent aveva afferrato per la testa Hermione che strillava, ma le loro bacchette giacevano a terra, dimenticate. Harry fece un balzo in avanti e allontanò Millicent, anche se con difficoltà, perché la ragazza era molto più corpulenta di lui.
Ma una vocetta stridula gli rispose: " Io...io non credo che verrò, dopo tutto. Andate senza di me".
"Hermione, lo sappiamo che Millicent Bulstrode è brutta, ma nessuno saprà che sei tu".
" No...veramente...non penso che verrò. Sbrigatevi state perdendo tempo!"
Harry fissò Ron Strabiliato.
"Ecco, così sei proprio Goyle" osservo Ron." Questa è la sua faccia, ogni volta che un insegnante gli fa una domanda.".
"Hermione,stai bene?" chiese Harry da dietro la porta.
"Bene...sto bene...andate..."
Hermione si fece scivolare i vestiti dalla testa e Ron arretrò fino al lavabo.
La faccia di Hermione era tutta coperta di pelo nero. Gli occhi erano diventati gialli e tra i capelli facevano capolino due orecchie a punta.
" E-era un p-pelo di gatto!" gemette. "M-millicent B-bulstrode deve avere un gatto! E la p-pozione non può essere usata per trasformarsi in animale!"
"Oh!" disse Ron.
" Ti prenderanno in giro da morire!" commentò Mirtilla tutta felice.
" Non ti preoccupare, Hermione" tagliò corto Harry. "Ora ti portiamo in infermeria. Madama Chips non fa mai troppe domande..."
Ma dallo sguardo assorto di Hermione, Harry capì che stava pensando quel che pensava lui.
"Che cosa c'è?" chiese Ron spostando lo sguardo dall'uno all'altra.
Potter, è meglio che tu venga con me…”
Chiedendosi come mai questa volta si potesse sospettare di lui, Harry vide Ron staccarsi dalla folla in tumulto e raggiungere di corsa lui e la McGranitt che si erano incamminati verso il castello. Con sua grande sorpresa, lei non ebbe niente da obbiettare.
"Sì, forse è meglio che venga anche tu Weasley"
Ma Harry lo ascoltava solo per metà. Non riusciva a togliersi dalla mente l’immagine di Hermione, immobile sul letto dell’infermeria come una statua di pietra.
Ernie tirò un profondo respiro e disse in tono formale:" Volevo dirti, Harry, che mi dispiace di aver sospettato di te. So che non avresti mai aggredito Hermione Granger e quindi ti chiedo scusa per tutte le cose che ho detto. Siamo tutti nella stessa barca ora, e be'..."
Tese la sua mano paffuta e Harry la strinse.
Da tutto quel che Ginny mi aveva detto di te, sapevo che avresti risolto il mistero ad ogni costo, specie poi se a essere aggredita fosse stata una delle tue migliori amiche.
Tutti indossavano il pigiama e i festeggiamenti durarono tutta la notte. Non avrebbe saputo dire quale fosse stato il momento più bello. Forse quando Hermione gli era corsa incontro gridando “Ce l’hai fatta! Ce l’hai fatta!” [...] Oh ancora, Quando la professoressa McGranitt si era levata in piedi per annunciare che gli esami erano stati annullati come regalo della scuola ( " Oh no!" aveva esclamato Hermione).
"Questo si chiama numero di telefono" disse a Ron scrivendolo due volte. Poi strappò in due la pergamena e ne consegnò un pezzo a ciascuno.
" Ma tuo zio e tua zia saranno orgogliosi quando sentiranno quel che hai fatto quest'anno, no?" disse Hermione mentre scendevano dal treno e si univano alla folla radunata davanti alla barriera magica.
"Orgogliosi?" disse Harry. " Ma sei matta? tutte quelle volte che ho rischiato di morire e non l'ho fatto? Saranno furibondi..."
E insieme, varcata la barriera, rientrarono nel mondo dei Babbani.
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