H/HR MOMENTS- BOOK 5


  • CAPITOLO 4 PAGINE 69-70
    Colse un rapido scorcio di una tetra stanza con il soffitto alto e due letti gemelli; poi si udì un forte cinguettio, seguito da uno stridio ancora più forte, e il suo campo visivo fu completamente oscurato da una gran quantità di capelli molto cespugliosi. Hermione gli si era gettata addosso stringendolo in un abbraccio che quasi lo stese, mentre il minuscolo gufo di Ron,Leotordo, sfrecciava eccitato attorno alle loro teste.
    "HARRY! Ron, è qui, Harry è qui! Non ti abbiamo sentito arrivare! Oh, come stai? Stai bene? Sei arrabbiato con noi? Scommetto di sì, lo so che le nostre lettere erano inutili, ma non potevamo dirti niente, Silente ci ha fatto giurare, oh, abbiamo tante cose da raccontarti, e anche tu hai delle cose da raccontare a noi...i Dissennatori! Quando abbiamo saputo...e quell'udienza al Ministero...è semplicemente vergognoso, ho studiato tutto, non possono espellerti,non possono e basta, nel Decreto per la Ragionevole Restrizione delle arti magiche tra i Minorenni è previsto l'uso della magia in pericolo di vita..."
    " Lascialo respirare, Hermione" disse Ron con un gran sorriso, chiudendo la porta dietro Harry.

    Sempre sorridendo radiosa, Hermione lasciò andare Harry[...]

    "Oh, si", si scusò Harry. "Mi dispiace, ma volevo delle risposte, sapete...".
    "Noi volevamo dartele, Harry", disse Ron. "Hermione era agitatissima, continuava a dire che avresti fatto qualche stupidaggine se fossi rimasto bloccato tutto solo senza notizie, ma Silente ci ha fatto..."
    "...giurare di non dirmi niente" terminò Harry. " Si, l'ha gia detto Hermione".

  • CAPITOLO 4 PAGINA 80
    "Io non voglio che nessuno mi adori…" Harry cominciò a scaldarsi.
    "Lo so che non vuoi" disse Hermione in fretta, con aria spaventata "Io lo so , Harry.

    […]"Noi lo sappiamo, Harry" disse Ginny, appassionata.

  • CAPITOLO 9 PAGINA 157-158
    " Dovevano assolverti" disse Hermione, che si stava consumando dalla preoccupazione quando Harry era entrato in cucina e ora teneva una mano tremante sugli occhi, " non c'erano argomenti contro di te,nessuno".

    E nel pensarlo , la cicatrice sulla fronte bruciò così forte che lui dovette battervi sopra una mano.
    "Che cosa succede?" chiese Hermione preoccupata.
    "La cicatrice" borbottò Harry."Ma non è niente...succede di continuo, ormai..."
    Nessuno degli altri si era accorto di nulla: tutti si stavano servendo e gongolavano per l'assoluzione di Harry; Fred,George e Ginny continuavano a cantare. Hermione era piuttosto agitata, ma prima che riuscisse a dire qualcosa,Ron intervenne allegramente: " Scommetto che Silente stasera viene a festeggiare con noi".

  • CAPITOLO 9 PAGINA 163
    La porta si aprì con violenza. Hermione entrò di corsa, le guance arrossate e i capelli svolazzanti. Aveva in mano una busta.
    "Hai…ti è arrivata…?"
    Vide la spilla in mano a Harry ed emise uno strilletto.
    "Lo sapevo!" esclamò eccitata, brandendo la sua lettera. "Anch’io, Harry, anch’io!"
    "No" rispose Harry in fretta, premendo di nuovo la spilla nella mano di Ron. " E' Ron non sono io".
    "Ron?" Hermione spalancò la bocca."Ma…sei sicuro? Voglio dire…"
    Diventò rossa, mentre Ron la guardava con aria di sfida.

  • CAPITOLO 10 PAGINA 193
    Malfoy fece un sorrisetto.
    "Dimmi,che cosa si prova a essere secondi a Weasley, Potter?" chiese
    "Taci,Malfoy" intervenne Hermione in tono asciutto.
    "A quanto pare ho toccato un nervo scoperto" continuò Malfoy con un ghigno." Be', stai attento, Potter, perché io ti starò addosso come un segugio aspettando che tu faccia un passo falso".
    "Fuori!" urlò Hermione, alzandosì.
    Sogghignando,Malfoy scoccò a Harry un ultimo sguardo maligno e se ne andò, con Tiger e Goyle che si trascinavano alle sue spalle.
    Hermione chiuse violentemente la porta dello scompartimento e si voltò a guardare Harry: come lui, aveva registrato le parole di Malfoy e ne era rimasta altrettanto turbata.
    "Butta un pò un'altra rana" disse Ron, che evidentemente non si era accorto di nulla.
    Harry non poteva parlare in libertà davanti a Neville e Luna. Scambiò con Hermione un'altra occhiata nervosa, poi si mise a guardare fuori dal finestrino.

  • CAPITOLO 12 PAGINA 218
    "Seamus crede che Harry stia mentendo su Tu-Sai-Chi" spiegò Ron succinto, quando Harry non rispose.
    Hermione,da cui Harry si aspettava una reazione stizzita, sospirò.
    "Si,anche Lavanda la pensa così".
    "Avete fatto una bella chiaccheratina, avete discusso se sono un'idiota bugiardo che cerca di attirare l'attenzione?" scattò Harry. "No" rispose Hermione tranquilla. " Le ho detto di chiudere quella boccaccia, veramente. E sarebbe carino se la smettessi di aggredirci,Harry, perché nel caso non te ne sia accorto, io e Ron siamo dalla tua parte.
    "Scusa" mormorò Harry.
    " Figurati" disse Hermione con grande sussiego. Poi scosse il capo. " Non ti ricordi cos'ha detto Silente al banchetto di fine anno?
    Sia Harry che Ron la guardarono con aria smarrita e Hermione sospirò di nuovo.
    "Su Voi-Sapete-Chi.Ha detto che la sua abilità nel seminare discordia e inimicizia è molto grande. Possiamo combatterla solo mostrando un legame altrettanto forte di amicizia e fiducia..."

  • CAPITOLO 13 PAGINE 254-255
    Quando la campana echeggiò lontana sul parco, Harry arrotolò il ritratto insaguinato dell'Asticello e marciò a Erbologia con la mano avvolta nel fazzoletto di Hermione e la risata di Malfoy che ancora gli risuonava nelle orecchie.

    "Potresti evitare di offendere le sole persone che mi credono?" chiese Harry a Hermione quando entrarono in classe.
    "Oh, per l'amore del cielo, Harry, puoi avere di meglio di lei " disse Hermione." Ginny mi ha raccontato tutto: a quanto pare, crede solo alle cose di cui non esiste alcuna prova. Bè, non mi aspetto altro dalla figlia del direttore del Cavillo".

  • CAPITOLO 15 PAGINE 300
    Harry si accorse che Hermione stava sbirciando il suo tema per vedere che voto aveva preso, e lo ricacciò nella borsa il più in fretta possibile. Preferiva tenerselo per sè.

  • CAPITOLO 15 PAGINE 302
    [...] Immaginò di dover nascondere a Hermione di aver preso 'T' in tutti i suoi G.U.F.O. e decise immediamente di studiare di più.

  • CAPITOLO 15 PAGINE 317
    "Non stavamo dicendo niente del genere, Harry" ribattè Ron, sbalordito "Non diremmo mai niente su Diggory, noi non...hai frainteso..." Disarmato, guardò Hermione, che aveva un'espressione ferita.
    "Harry" disse lei timidamente "ma non vedi? E' per questo che abbiamo bisogno di te...dobbiamo sapere c-che cosa vuol dire davvero affrontarlo...affrontare V-Voldemort".
    Era la prima volta che pronunciava il nome di Voldemort e fu questo, più di ogni altra cosa, a calmare Harry. Con il respiro ancora affannato, ricadde sulla poltrona, rendendosi conto che la mano continuava a pulsargli terribilmente. Avrebbe tanto voluto non aver rotto la ciotola di essenza di Purvincolo.
    "Allora...pensaci" disse piano Hermione "Per favore".
    Harry non trovò niente da dire. Già si vergognava della sua sfuriata. Annui,a stento cosciente di quello che stava accettando di fare.
    Hermione si alzò.
    "Beh, io vado a letto" disse, con voce che si sforzava di essere naturale "Ehm...'notte"

  • CAPITOLO 16 PAGINA 320
    "Ricordate che vi ho detto che è stata quasi tutta fortuna, vero?"
    " Si Harry" disse dolcemente Hermione, "Ma comunque non ha senso far finta che tu non sia bravo in Difesa contro le Arti Oscure, perché lo sei.L'anno scorso sei stato l'unico a respingere completamente la Maledizione Imperius, sai evocare un Patronus, sai fare un sacco di cose che neanche i maghi adulti sanno, Viktor lo diceva sempre..."
    Ron si voltò verso di lei così in fretta che si fece male al collo.
    "Ah, davvero? Che cosa diceva Vicky?" chiese, massaggiandoselo.
    "Ah-ah" rispose Hermione in tono annoiato. " Diceva che Harry sapeva fare cose di cui nemmeno lui era capace, e lui era all'ultimo anno a Durmstrang".
    Ron guardò Hermione con sospetto. "Non sai mica ancora in contatto con lui?"
    "E se anche lo fossi?" disse Hermione con disinvoltura, ma era diventata un po' rossa. " Non posso avere un amico di piuma..."
    "Lui non voleva essere solo il tuo amico di piuma" protestò Ron.
    Hermione scosse il capo esasperata, e ignorando Ron che continuava a guardarla, si rivolse a Harry: "Allora, che cosa ne dici? Ci insegnerai?"

  • CAPITOLO 21 PAGINA 429
    Erano così impegnati che Hermione aveva perfino smesso di sferruzzare berretti da elfo e si rammaricava perché gliene mancavano solo tre.
    "Tutti quei poveri elfi domestici che non ho ancora liberato, costretti a restare qui per Natale perché non ci sono abbastanza berretti!"
    Harry, che non aveva avuto il cuore di dirle che era Dobby a portar via tutti i suoi lavori a maglia, si concentrò ancora di più sul tema di Storia della Magia.

  • CAPITOLO 21 PAGINE 434-435-436-437
    Harry non sapeva come dirlo, anzi, non sapeva ancora se voleva dirlo.Aveva appena deciso di non parlarne. quando Hermione prese il controllo.
    "E' Cho?" chiese in tono professionale. " Ti ha bloccato dopo la riunione?"
    Confuso e sorpreso, Harry annuì. Ron ridacchiò, ma s'interruppe quando incrociò lo sguardo di Hermione.
    " E...che cosa voleva?" chiese, con finta disinvoltura.
    " Lei" cominciò Harry, la voce roca; se la schiarì e riprovò.
    " Lei...eh..."
    " Vi siete baciati?" domandò bruscamente Hermione.
    Ron scattò a sedere così in fretta che rovesciò il calamaio sul tappeto. Senza badarci affatto fissò Harry.
    " Allora?" chiese.
    Harry guardò prima il miscuglio di curiosità e ilarità sul viso di Ron, poi il vago cipiglio di Hermione, e annui.

    "Oh" fece Ron, sorridendo un pò meno. "Baci così da schifo?"
    "Non lo so" disse Harry, che non ci aveva pensato, e subito si preoccupò. " Forse sì".
    "Certo che no" intervenne Hermione distrattamente, sempre scrivendo la sua lettera.
    "E tu come lo sai?" chiese Ron, tagliente.
    " Perché Cho passa la metà del tempo a piangere, in questi giorni," rispose Hermione. " Piange a pranzo, a cena, nei bagni, ovunque".
    "Allora un po' di baci dovrebbero tirarla su" osservò sorridendo Ron.
    " Ron" disse Hermione sprezzante, intingendo la punta della piuma nel calamaio," sei l'essere più insensibile che abbia mai avuto la sventura di incontrare."

    Hermione parve trattenersi con estrema difficolta dall'alzare gli occhi al cielo.
    "Be' poteva andare peggio, immagino" disse "La vedrai di nuovo?"
    "Per forza" rispose Harry. " Abbiamo le riunioni dell'ES, no?"
    "Hai capito che cosa intendo" si spazientì Hermione.
    Harry tacque. Le parole di Hermione aprivano un nuovo scenario di racapriccianti possibilità.[...]
    "Oh be'" disse Hermione distante, sepellendo ancora una volta il viso nella lettera, " avrai un sacco di occasioni per chiederglielo".

  • CAPITOLO 26 PAGINA 538
    "Allora" rispose Hermione, con l'aria paziente di chi sta spiegando che uno più uno fa due a un bambinetto un po' suscettibile, "non avresti dovuto dirle che volevi vedere me a metà del vostro appuntamento"
    "Ma...ma" balbettò Harry, " tu mi avevi detto di incontrarci a mezzogiorno e di portare anche lei; come facevo a non dirglielo?"
    "Dovevi dirglielo in un modo diverso" spiegò Hermione, sempre con quell'aria paziente che faceva venire i nervi."Avresti dovuto dire che era una gran seccatura,ma che ti avevo fatto promettere di venire ai Tre Manici di Scopa, che a te non andava per niente, e avresti preferito passare tutta la giornata con lei, ma purtroppo ti toccava proprio vedermi, e se per favore, per favore lei poteva venire con te, così forse riuscivi a finire prima. E sarebbe stata una buona idea anche dire che mi trovi brutta" aggiunse Hermione,ripensandoci.
    "Ma io non ti trovo brutta" disse Harry perplesso.
    Hermione rise.
    "Harry, sei peggio di Ron...no, è impossibile" sospirò, mentre Ron entrava nella Sala a passi pesanti,infangato e imbronciato.

  • CAPITOLO 28 PAGINA 538
    "E' stato un giochetto orribile, quello di Hermione Granger!" replicò con veemenza Cho. "Doveva dircelo, che aveva stregato la lista..."
    "Secondo me è stata un'idea geniale" ribattè gelido Harry. Il volto di Cho parve prendere fuoco e i suoi occhi luccicarono.
    "Ma certo, dimenticavo...se è stata un'idea della tua cara Hermione..."
    "Non rimetterti a piangere" l'avvertì Harry.

  • CAPITOLO 29 PAGINA 610
    "A che cosa serve?" brontolò. " Quest'anno abbiamo tante possibilità di vincere la Coppa quante ne ha papà di diventare Ministro della Magia".
    Hermione non replicò: stava guardando Harry che fissava con aria assente la parete di fronte, mentre Grattastinchi gli sfiorava una mano, tentando di convincerlo a grattargli le orecchie.
    "Qualcosa non va, Harry?"
    "Come?" disse lui in fretta "No, niente"
    Prese una copia di Teoria della Magia Difensiva e fece finta di cercare qualcosa nell'indice. Grattastinchi decise di lasciarlo perdere e si ritirò sotto la sedia di Hermione.
    "Prima ho visto Cho" butto lì Hermione."Sembrava triste anche lei...avete litigato un'altra volta?"
    " Che co...oh,sì, abbiamo litigato" disse Harry, cogliendo al volo la scusa.

  • CAPITOLO 30 PAGINA 637
    "Ci provi,a bloccare la mente, vero?" insistè Hermione, con sguardo penetrante "Continui a fare gli esercizi di Occlumanzia?"
    "Ma certo" rispose Harry, sforzandosi di sembrare offeso dalla domanda, ma evitando di guardarla negli occhi.

  • CAPITOLO 30 PAGINA 650
    "Questa è Hermy,Grop!Vedrai che viene a trovarti anche lei! Sei contento? Eh? Due amici per te...GROP, NO!"
    La mano di Grop era scattata verso Hermione. Più rapido di lui, Harry la afferrò e la trascinò dietro l'albero, così che il pugno del gigante graffiò il tronco ma si chiuse sul vuoto.
    "CATTIVO GROP!" sentirono gridare Hagrid, mentre al sicuro dietro il tronco Hermione si aggrappava a Harry tremando e gemendo.

  • CAPITOLO 30 PAGINE 653-654
    "Per adesso non dobbiamo fare niente" le ricordò Harry mentre si univano alla rumorosa fiumana di Tassorosso diretti verso il castello. " Almeno finché non buttano fuori Hagrid . E potrebbe non succedere mai".
    "Figuriamoci!"sbottò Hermione, fermandosi così di colpo che gli studenti dietro di lei dovettero scartare per non finirle contro. "Certo che sarà cacciato e, per essere onesta, dopo quello che abbiamo appena visto, chi potrebbe biasimare la Umdridge?"
    Ci fu una pausa di silenzio. Harry la guardò furibondo e gli occhi di Hermione si riempirono lentamente di lacrime.
    "Non lo pensi davvero" disse piano Harry.
    "No...be'...d'accordo...non lo penso" ammise Hermione, asciugandosi gli occhi con rabbia." Ma perché deve rendere la vita così difficile a ses stesso e a noi ?
    " Non lo so..."

  • CAPITOLO 31 PAGINA 670
    Harry scoppiò a ridere proprio mentre Hermione li raggiungeva correndo. Smise subito, temendo che la cosa la irritasse.

  • CAPITOLO 33 PAGINA 702
    Harry agguantò Hermione e la scaraventò giù, premendole il viso a terra.

  • CAPITOLO 33 PAGINE 704-705-706
    Harry non sapeva cosa volesse dire 'hagger', ne che lingua fosse, e nemmeno gliene importava; stava fissando i piedi di Grop, grossi praticamente quanto lui. Hermione gli si aggrappò a un braccio; [...]

    Hermione trattenne il fiato.
    "Harry!" sussurrò. " Credo voglia dire 'Hagrid'!"
    In quel momento Grop li vide, i soli due umani in una marea di centauri. Calò la testa di un'altra trentina di centimetri e li fissò assorto. Harry senti Hermione tremare mentre il gigante spalancava di nuovo la bocca e tuonava: "Hermy".
    "Santo cielo" gemette Hermione, che sembrava lì lì per svenire, stringendo il braccio di Harry con tanta forza da fermargli il sangue. " Se...se l'è ricordato!"

    Urlò di dolore e pestò i piedi , e i centauri si dispersero, portandosi fuori tiro; gocce di sangue grosse come ciottoli piovvero su Harry mentre aiutava Hermione a rimettersi in piedi e tuti e due correvano a perdifiato al riparo degli alberi.

    "Be', non possiamo fare niente senza bacchette" disse avvilita Hermione, rialzandosì a fatica "E comunque, Harry, come pensavi di arrivare a Londra esattamente?"
    "Proprio quello che ci chiedavamo anche noi" disse una voce famigliare alle sue spalle.
    D'istinto, Harry e Hermione si avvicinarono l'uno all'altra e scrutarono fra gli alberi.

  • CAPITOLO 34 PAGINA 715
    Hermione gli si aggrappò a un braccio come temendo che anche il pavimento si mettesse a girare; invece non fu così.

  • CAPITOLO 34 PAGINA 730
    "CORRETE!" urlò Harry, mentre gli scaffali oscillavano minacciosi e altre sfere di vetro cadevano in pezzi. Agguantò Hermione e la trascinò via, proteggendosi la testa con un braccio mentre scaffali e sfere rovinavano a terra.

  • CAPITOLO 34 PAGINA 734- 735
    "Ben fatto, Har..."
    La bacchetta del Mangiamorte ammutolito da Hermione esegui un brusco movimento di frusta, e una fiammeggiante stria purpurea colpì il petto della ragazza che lanciò un sommesso " Oh!" e crollò a terra dove rimase immobile.
    "HERMIONE!"
    Harry cadde in ginocchio accanto a lei, mentre Neville strisciava in fretta verso loro sotto la scrivania, la bacchetta tesa davanti a sé.

    Sogghignando,Dolohov indicò con la mano libera la sfera di vetro che Harry stringeva ancora, e poi Hermione. Anche senza parole, il significato era chiaro: Consegnami la profezia, o farai la stessa fine
    "Tanto, dopo ci ammazzerete comunque" replico Harry.
    Un lamento atterrito dentro la sua testa gli impediva di pensare con chiarezza: aveva una mano posata sulla spalla ancora calda di Hermione, ma non osava abbassare lo sguardo per controllare come stava. Fa' che non sia morta, fa' che non sia morta, è colpa mia se muore...

    "Hermione!" Harry la scrollò, mentre il Mangiamorte con la testa da neonato barcollava via di nuovo. " Hermione, svegliati..."
    "Ghe gosa le affado?" chiese Neville. Uscì da sotto il tavolo e si inginocchiò al fianco di Hermione: continuava a perdere sangue dal naso sempre più gonfio.
    "Non lo so..."
    Neville le cercò il polso.
    "Badde ancora, Harry, sciono scicuro".
    L'improvvisa ondata di sollievo lasciò Harry stordito per un attimo.

  • CAPITOLO 35 PAGINA 738
    Diversi Schiantesimi attraversarono la stanza: Harry si tuffò oltre la porta che aveva davanti, scaricò Ron senza troppi complimenti e tornò indietro per aiutare Neville a trarre in salvo Hermione: appena in tempo per riuscire a sbattere la porta in faccia a Bellatrix

  • CAPITOLO 38 PAGINE 803-804
    "A prestissimo" disse con intensità Hermione." Promesso".
    Harry annui.



    ******

    Tutte le citazioni presenti in questa pagina, sono state riportate qui a scopo puramente dimostrativo e non intendono in nessun modo violare la legge sul copyright. Queste citazioni sono state personalmente trascritte da me con impegno e fatica. Questo vuol dire che non potete prendere assolutamente nulla ( sia che sia per i vostri siti,forum, ecc...) da questa sezione, senza prima aver avuto il mio esplicito permesso.


    [Back]