H/HR MOMENTS- BOOK 1
"Harry Potter" si presentò Harry.
"Davvero?" disse Hermione. "So tutto di te, naturalmente… ho comperato alcuni libri facoltativi, come letture preparatorie, e ho visto che sei citato in storia moderna della Magia, in Ascesa e declino delle Arti Oscure e anche in Grandi eventi magici del Ventesimo Secolo ".
"Sul serio?" chiese Harry sentendosi tutto confuso
"Ma santo cielo, non lo sapevi? Io se fossi in te, avrei cercato di sapere tutto il possibile" disse Hermione
"Malfoy vi ha ingannato" disse Hermione a Harry."Te ne rendi conto non è vero? Non ha mai avuto la minima intenzione di battersi con te...Gazza sapeva che qualcuno si sarebbe trovato nella sala dei trofei; Malfoy deve avergli fatto una soffiata".
Harry pensò che la ragazza avesse ragione,ma non era disposto a dirglielo.
Hermione aveva ritrovato il fiato e anche il suo solito caratteraccio.
"Ma dite un po', voi non avete l'abitudine di usare gli occhi?" sbottò. "Non avete visto dove poggiava le zampe?".
"Il pavimento?" suggerì Harry. "No,a dire la verità non gli ho guardato i piedi. Ero troppo preso dalle sue teste".
"No non il pavimento. Stava sopra una botola. E' evidente che fa la guardia a qualcosa".
[…] Ma Hermione aveva dato a Harry qualcos'altro cui pensare, mentre si infilava a letto. Il cane faceva la guardia a qualcosa...
Harry si sentì urtare da qualcuno che lo superò frettolosamente. Era Hermione. Le intravide il volto...e si rese conto con stupore che era in lacrime.
Come furono riusciti a farsi largo a spintoni tra una folla di Tassorosso agitatissimi, all'improvviso Harry afferrò il braccio di Ron.
" M'è venuto in mente soltanto ora…Hermione!"
" Che cosa le è successo?"
" Non sa del mostro.
Hermione Granger stava rannicchiata contro la parete opposta e aveva tutta l'aria di essere sul punto di svenire. Il mostro avanzava verso di lei e, nella sua marcia, strappava via dal muro i lavandini.
"Maledizione!" esclamò Harry disperato rivolto a Ron,e afferrato un rubinetto,lo scagliò con tutta la forza che aveva contro la parete.
Il mostro si fermò a pochi metri da Hermione.Si girò goffamente, sbattendo gli occhi con espressione ottusa per vedere che cosa avesse provocato quel rumore. I suoi occhietti malvagi videro Harry. Esitò, poi decise di dirigersi verso di lui,cosa che fece brandendo la clava.
" Dài, corri, corri !" gridò Harry a Hermione, cercando di tirarla verso la porta. Ma la ragazza era paralizzata, incollata al muro, con la bocca spalancata per il terrore.
Hermione chinò la testa. Harry era senza parole. Hermione era l'ultima persona al mondo capace di infrangere una regola, ed eccola là, a fingere di averlo fatto, per scagionare loro.
Era veramente una fortuna, per Harry, essere diventato amico di Hermione. Senza di lei, non avrebbe saputo come fare con i compiti, visto che Baston imponeva alla squadra allenamenti frequenti con breve preavviso. Lei gli aveva anche imprestato il libro Il Quidditch attraverso i secoli, una lettura molto interessante.
Ci vollerò forse trenta secondi perché Piton si rendesse conto di aver preso fuoco. Un improvviso grido di dolore fece capire alla ragazza che aveva ottenuto il suo scopo. Richiamò il fuoco e lo rinchiuse in un piccolo barattolo, se lo mise in tasca, e rifece il percorso inverso. Piton non avrebbe mai saputo quel che era successo.
Ma era bastato. Su in aria, Harry riuscì d'un tratto a rimettersi a cavallo della sua scopa.
Anche il pacco successivo conteneva dolci: una grossa scatola di Cioccorane da parte di Hermione.
Hermione, che era tornata il giorno prima dell'inizio del nuovo trimestre, vedeva le cose in un altro modo. Era divisa fra l'orrore al pensiero di Harry che, invece di starsene a letto, andava in giro per la scuola per tre notti di fila (" Se Gazza ti avesse beccato!") e la delusione per il fatto che non aveva neanche scoperto chi fosse Nicolas Flamel.
Harry rivelò ai due amici dell'improvviso, infausto desiderio di Piton di fare l'arbitrò di Quidditch.
"Non giocare" disse subito Hermione.
Harry si cacciò una mano nella tasca del mantello e ne estrasse una Cioccorana, l’ultimissima della scatola che Hermione gli aveva regalato a Natale. La porse a Neville, che sembrava sull'orlo delle lacrime.
"Scenderò in campo" disse ai suoi due amici. "Altrimenti,tutti quelli del Serpeverde penseranno che ho troppa paura per affrontare Piton. Gliela farò vedere...se vinciamo,gli cancellerò il sorriso dalla faccia".
"Sempre che loro non cancellino te dal campo di gioco!" commentò Hermione.
"Forza, Harry!" gridava Hermione, salita in piedi sul suo sedile per seguire con lo sguardo il ragazzo mentre si avventava contro Piton. E non si accorse nemmeno di Malfoy e Ron che si rotolavano a terra sotto il suo sedile, né dei tonfi e delle grida provenienti da Neville, Tiger e Goyle, trasformatisi in un unico vortice di pugni.
Soltanto quando furono usciti fuori nell'aria fredda della notte si tolsero di dosso il mantello,lieti di poter finalmente tornare a respirare come si deve. Hermione improvvisò una specie di balletto.
"Malfoy si è beccato una punizione! Sono talmente contenta che mi metterei a cantare!"
"Evità" le consiglio Harry.
Sempre ridendosela per la sorte di Malfoy, rimasero in attesa, mentre Norberto si agitava nella sua cassa.
Temeva quasi che Hermione protestasse perché avrebbero perso un'intera nottata di ripasso. Ma la ragazzina non disse una parola: al pari di Harry, anche lei sentiva che se l'erano meritata.
"Harry! Harry, tutto a posto?"
Hermione correva verso di loro lungo il sentiero, seguita da Hagrid tutto ansimante.
Hermione aveva un’aria molto spaventata, ma gli offrì una parola di conforto.
"Harry, tutti dicono che Silente è l’unica persona di cui Tu-Sai-Chi abbia mai avuto paura. Se c’è in giro Silente, Tu-Sai-Chi non ti torcerà un capello. Ma comunque, chi ha detto che i centauri hanno ragione? A me sembra roba da chiromanti, e anche la professoressa McGranitt ha detto che quella è una branca della magia molto imprecisa."
Nel giro di pochi istanti, i due ragazzi avvertirono la presa che si allentava, mentre la pianta si ritraeva dalla luce e dal calore. I tentacoli si accartocciarono sbattendo e srotolandosi dai loro corpi, e i due riuscirono finalmente a liberarsi
"Fortuna che a lezione di Erbologia stai sempre attenta, Hermione" disse Harry appoggiandosi al muro accanto a lei e asciugandosi il sudore dalla faccia.
"Ma Harry...che farai se con lui c'è Tu-Sai-Chi?"
"Be’…ho avuto fortuna una volta, non è vero?" disse Harry additando la sua cicatrice. "Potrei aver fortuna di nuovo."
Le labbra di Hermione tremarono, e all’improvviso si lanciò verso Harry e gli gettò le braccia al collo.
"Ma Hermione!"
"Harry…tu sei un mago bravissimo, lo sai?"
"Non quanto te" rispose Harry imbarazzatissimo, mentre lei mollava la presa.
"Io!" disse Hermione. "Ma figurati: soltanto libri… e un po’ di furbizia! Ma ci sono cose più importanti di questa: l’amicizia, il coraggio e… Oh, Harry! Ti prego stai attento!"
"Bevi tu per prima" disse Harry. "Sei sicura che sia quella giusta?"
"Ma certo" rispose Hermione. Dopodiché bevve una lunga sorsata dalla bottiglia panciuta e fu scossa da un brivido.
"Non sarà mica veleno?" fece Harry tutto ansioso.
"No...ma sembra ghiaccio".
"Svelta, vai, prima che l'effetto svanisca".
"Buona fortuna...E fa' attenzione..."
"VAI!"
Hermione si voltò, si diresse diritta filata verso il fuoco viola e lo attraversò.
"Allora ci vediamo quest’estate."
"Spero che tu… ehm… faccia buone vacanze," disse Hermione lanciando un’occhiata dubbiosa a zio Vernon, ancora incredula che qualcuno potesse essere tanto antipatico.
"Ma sicuro" rispose Harry, e i due compagni rimasero meravigliati di vedergli spuntare in volto un largo sorriso.
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