H/HR MOMENTS- BOOK 6
"Tua madre era Babbana per nascita,naturalmente.Non ci credevo quando l'ho scoperto. Pensavo che fosse Purosangue, era così brava".
"Una delle mie migliori amiche è Babbana di nascita" ribattè Harry," ed è la più brava del nostro anno"
"Ogni tanto succede. Buffo no?" osservò Lumacorno.
"Non proprio" rispose Harry gelido.
Mentre Harry si sedeva, un peloso gatto rosso con il muso schiacciato gli balzò sulle ginocchia e si acciambellò facendo le fusa.
"Allora Hermione è qui?" chiese lui allegro, solleticando, Grattastinchi dietro un orecchio.
"Oh, si, è arrivata l'altro ieri" rispose la signora Weasley [...]
"I Babbani hanno fatto i bravi? Ti hanno trattato bene?"
"Come al solito" rispose Harry, mentre Hermione si appolaiava sul bordo del letto."Non mi hanno rivolto granché la parola, ma io preferisco così. Come stai,Hermione?"
"Oh, io bene" fece lei, che lo scrutava come in cerca di qualche malanno.
Harry sapeva perché, e siccome non aveva alcun desiderio di parlare della morte di Sirius o di altri argomenti tristi si affrettò a chiedere:" Che ore sono? Mi sono perso la colazione?"
"Davvero?" chiese Harry, divertito.
"Si,si, adesso che la Umbridge se n'è andata,naturalmente avremo bisogno di un nuovo insegnante di Difesa contro le Arti oscure, no? Allora, ehm, che tipo eh?
"Assomiglia un po' a un tricheco ed è stato direttore di Serpeverde" spiegò Harry. " Qualcosa non va, Hermione?"
Lei lo stava osservando come se si aspettasse da un momento all'altro l'esplosione di sintomi preoccupanti. Ricompose in fretta la propria espressione in un sorriso poco convincente.
Harry approfittò del temporaneo silenzio per mandar giù ancora un po' di colazione. Hermione spiava dentro gli scatoloni di Fred e George, anche se ogni tanto guardava in tralice Harry. Ron,che stava divorando il pane tostato di Harry , continuava a fissare la porta con aria sognante.
"Geniale, Harry!" ridacchiò per un po',quando furono al sicuro, diretti verso la sala comune per l'intervallo.
"Non avresti dovuto" lo rimbrottò invece Hermione ,guardando Ron accigliata." Che cosa ti è venuto in mente?"
"Ha cercato di stregarmi, nel caso non te ne sia accorta!" esclamò Harry, irritato. " Ne ho avuto abbastanza durante quelle lezioni di Occlumanzia! Perché non usa un'altra cavia, una volta tanto? E a che gioco gioca Silente, a lasciargli insegnare Difesa? Ma l'avete sentito quando parlava delle Arti Oscure? Le adora! Tutta quella roba sull'indeterminato e indistruttibile..." " Be'" rispose Hermione, "io, ho pensato che assomigliava un po' a te",
"A me?".
"Si, quando ci hai raccontato com'è stato affrontare Voldemort. Hai detto che non era solo imparare a memoria un mucchio di formule, hai detto che eri solo tu con il tuo cervello e la tua pancia...Be', non è lo stesso che ha detto Piton? Che in fondo si tratta solo di essere coraggiosi e mentalmente pronti?"
Harry fu talmente basito dal fatto che lei ricordasse a memoria le sue parole come quelle del Manuale degli Incantesimi che non ribatté.
"Posso chiederti come ti chiami, mia cara?" domandò Lumacorno, ignorando l'imbarazzo di Hermione.
"Hermione Granger,signore".
"Granger? Grenger? Possibile che tu sia imparentata con Hector Granger, che ha fondato la Straordinaria Società dei Pozionanti?"
"No, non credo, signore. Sono Babbana di nascita".
Harry vide Malfoy chinarsi verso Nott e mormorare qualcosa; entrambi sogghignarono, ma Lumacorno non mostrò disappunto; al contrario, fece un gran sorriso e spostò lo sguardo da Hermione a Harry, che era seduto accanto a lei.
"Oho!? 'Una delle mie migliori amiche è Babbana, ed è la più brava del nostro anno!' Suppongo che sia questa l'amica di cui parlavi, Harry".
" Si, signore" rispose Harry.
"Bene, bene, venti meritatissimi punti per Griffondoro, signorina Granger" flautò Lumacorno gioviale.
Malfoy aveva la stessa aria di quando Hermione l'aveva shiaffeggiato. Lei si rivolse a Harry e mormorò, radiosa: " Gli hai detto davvero che sono la più brava del nostro anno? Oh, Harry!"
" Be', che cosa c'è di tanto speciale?" sussurrò Ron, che chissà perché sembrava seccato. " Tu sei la più brava del nostro anno...Gliel'avrei detto anch'io, se me lo avesse chiesto!"
Hermione sorrise ma gli fece segno di tacere, per poter sentire Lumacorno. Ron era decisamente contrariato.
"Non so perché la squadra all'improvviso è così popolare".
"Oh, andiamo, Harry" Sbottò Hermione . " Non è il Quiddtch che è popolare, sei tu! Non sei mai stato così interessante come ora, e nemmeno così attraente, a dirtela tutta".
A Ron andò di traverso un grosso pezzo di aringa. Hermione lo degnò di un solo sguardo prima di tornare a rivolgersi a Harry.
"Tutti sanno che hai detto la verità, no? Il mondo magico ha dovuto ammettere che avevi ragione sul ritorno di Voldemort, che l'hai affrontato due volte negli ultimi due anni e che ogni volta gli sei sfuggito.E adesso ti chiamano il 'Prescelto'...Be' andiamo, non capisci che la gente è ammaliata da te?"
Harry all'improvvisò trovo la Sala Grande molto calda, anche se il soffitto era ancora freddo e gonfio di pioggia.
"E in più sei stato perseguitato dal Ministero, che cercava di farti passare per uno squilibrato e un bugiardo. Porti ancora i segni di quando quella donna malvagia ti ha fatto scrivere col sangue, ma tu non hai ritrattato nemmeno una parola..."
"Anch'io porto ancora i segni dove quei cervelli mi hanno afferrato al Ministero, guarda" intervenne Ron, tirandosi su le maniche.
"E non guasta nemmeno che tu sia cresciuto di trenta centimetri, durante l'estate" concluse Hermione, ignorando Ron.
"Io sono alto" affermò lui senza alcuna logica.
Ron si limitò a sghignazzare malizioso ed entrò nella Sala dopo di lui,ma Harry afferrò Hermione per un braccio e la trattenne.
"Cosa c'è?" fece lei sulla difensiva.
"Se vuoi saperlo " rispose Harry a bassa voce," a me pare proprio che McLaggen sia stato Confuso. Ed era esattamente davanti a dove eri seduta tu".
Hermione arrossì.
"Oh, va bene,l'ho fatto" sussurrò. "Ma avresti dovuto sentirlo parlare di Ron e Ginny! Comunque ha un brutto carattere , hai visto come ha reagito quando non è stato ammesso...non volevi certo uno così in squadra".
"No" convenne Harry. " Credo proprio di no. Ma non è stato disonesto,Hermione? Voglio dire, tu sei un prefetto, no?"
"Oh, sta' zitto" sbottò lei davanti al suo ghigno.
"Che cosa state facendo voi due?" chiese Ron insospettito, ricomparendo sulla soglia della Sala Grande.
"Niente" risposero in coro Harry e Hermione, e lo seguirono di corsa.
"Di che cosa state parlando, voi due?" chiese Harry, voltandosi per appendere la divisa in modo che nessuno dei due lo vedesse sorridere.
"Sai benissimo di che cosa stiamo parlando!" esclamò Hermione con voce acuta. " Hai messo la pozione della fortuna nel succo di Ron! La Felix Felicis!"
"No che non l'ho fatto" ribatté Harry, girandosi a guardare entrambi.
"Invece si, Harry, ed è per questo che tutto è filato liscio, c'erano dei giocatori di Serpeverde assenti e Ron ha parato tutto!"
"Invece no!" replico Harry, con un enorme sorriso. Fece scivolare la mano nella tasca della giacca ed estrasse la bottiglietta che Hermione gli aveva visto in mano la mattina.Era colma di pozione dorata e il tappo era ancora sigillato con la ceralacca. " Volevo che Ron lo credesse, così ho fatto finta quando sapevo che stavi guardando".
La trovò nella prima classe aperta in cui entrò. Era seduta sulla cattedra, sola, a parte una piccola aureola di canarini cinguettanti che evidentemente aveva appena fatto apparire dal nulla. Harry non poté fare a meno di ammirare la sua abilità negli incantesimi anche in un momento come quello.
Sembrava che Madama Pince fosse lì lì per avere un colpo; Hermione, che aveva messo via le su cose in fretta e furia, afferrò Harry per un braccio e lo portò via.
"Ti proibirà l'ingresso alla biblioteca se non stai attento. Perché hai portato quello stupido libro?"
"Non è colpa mia se è matta da legare, Hermione. O magari ti ha sentito parlar male di Gazza? Ho sempre pensato che ci fosse qualcosa tra quei due..."
"Oh, ah, ah.."
Godendosi il fatto di poter parlare di nuovo ad alta voce, avanzarono lungo i corridoi deserti illuminati dalle lampade fino alla sala comune, discutendo se Gazza e Madama Pince fossero o non fossero segretamente innamorati.
"Alscolta, Hermione, so che non era una ragazza. Lo so e basta".
"La verità è che non credi che una ragazza sarebbe stata abbastanza intelligente" ribatte Hermione, adirata.
"Come faccio a essere tuo amico da cinque anni e a pensare che le ragazze non siano intelligenti?" insorse Harry, ferito.
"Harry..." cominciò Hermione, gli occhi dilatati dalla paura.
"Non c'è tempo per discutere" la interruppe Harry, secco. "Prendete anche questi..." E ficcò i calzini in mano a Ron.
"Grazie" rispose Ron. " Ehm...perché mi servono dei calzini?"
"Ti serve quello che c'è dentro, è la Felix Felicis. Dividetela tra voi e Ginny. Salutatela da parte mia. E' meglio che vada, Silente mi sta aspettando..."
"No!" esclamò Hermione, mentre Ron, intimorito, toglieva la la bottiglietta di pozione dorata dai calzini."Noi non la vogliamo, prendila tu, chissà che cosa dovrai affrontare..."
"Io sarò con Silente" Ribatté Harry."Voglio essere sicuro che voi stiate bene...non fare quella faccia, Hermione, ci vediamo più tardi..."
Hermione corse da Harry e lo abbracciò;[...]
"Astuta, quell'Hermione". Harry cercò di sorridere.
"Anche se riaprisse, io non tornerò" dichiarò Harry.
Ron lo guardò a bocca aperta, ma Hermione replicò triste: " Lo sapevo. Ma allora cosa farai?"
"No..." rispose Harry rapido;non l'aveva previsto, pensava che avessero capito che intendeva affrontare da solo quel pericolosissimo viaggio.
" Ce l'hai già detto una volta" sussurrò Hermione, " che c'era tutto il tempo per tornare indietro, se avessimo voluto, no?"
******
Tutte le citazioni presenti in questa pagina, sono state riportate qui a scopo puramente dimostrativo e non intendono in nessun modo violare la legge sul copyright. Queste citazioni sono state personalmente trascritte da me con impegno e fatica. Questo vuol dire che non potete prendere assolutamente nulla ( sia che sia per i vostri siti,forum, ecc...) da questa sezione, senza prima aver avuto il mio esplicito permesso.